Firenze


Per archi e vòlte giuochi fantastici di chiaroscuri ; le muraglie combaciavano e subito tornavano a distaccarsi per ribrezzo, un metro l’una dall’altra. E tra l’una e l’altra i cenci tesi, tanti strati quanti piani, suzzavano quella po’ d’aria sgrondante bigia di per i tetti e toglievano alla pietà d’uno spicchio di cielo azzurro, per la vergogna, le lastre divorate dal lupus marcioso e le muraglie tutte una piaga. 

 

(Bruno Cicognani, “Mercato Vecchio”, da  “6 storielle di novo conio” 1917  – tratta da Poeti d’oggi (1900-1920)  – Antologia a cura di G. Papini e P.Pancrazi – Vallecchi Editore Firenze – 1920)

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