Viareggio


Personalmente io penso con nostalgia alla Viareggio di trent’anni fa, che ho conosciuto attraverso l’opera di Lorenzo Viani; la Viareggio delle vacche pascolanti in libertà in riva al mare, delle donne intente a riparare le reti all’ombra di una vela, della Madonne baluginanti tra i nembi ai naviganti, della follia pallida, raccolta all’orlo della bàttima, nelle giornate di libeccio, a spiare ansiosa il disperato mussare del veliero contro la tempesta.

Questa Viareggio è morta per sempre. Vedere i vecchi naviganti che, a furia di praticare i signori, han preso a lazzaronare per i caffè come loro, è uno degli spettacoli più deprimenti di questa stagione.

(Leonida Rèpaci, da Taccuino Segreto 1967 – su Nuova Viareggio Ieri N. 8 – Agosto 1993)

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