Torre del Lago


La mia visita è brevissima. Solo un’occhiata alle musiche del Maestro, alle sue carte sparse, ai suoi trofei di caccia, a quella scrivania dove tutto, dalla sedia al calamaio, respira non la morte ma una presenza invisibile. Mi raccolgo un attimo davanti alla tomba, poi mi congedo dal custode cui stringo amichevolmente la mano :

 (Leonida Répaci, Taccuino segreto, pag. 207-209 – Bompiani 1945)

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