John Ruskin, Pisa, 10 novembre


Pisa - Piazza dei Miracoli
Pisa – Piazza dei Miracoli

10 novembre. Pisa:

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 La cattedrale è piuttosto opprimente, causa l’eccessiva profusione di marmi, e tutto l’effetto si perde per il cattivo uso dei materiali. Il soffitto è a cassettoni: ampi riquadri azzurri e dorati, simili a quelli di un salone da ballo; le pareti sono di marmo bianco con larghe fasce nere; gli archi sono circolari, ed i capitelli, ognuno diverso dall’altro, tendono verso lo stile corinzio.

Ciascun pilastro è un unico blocco di granito. Più in alto una fila di triplici archetti e tutt’intorno un matroneo aperto. Ogni cosa è dorata, luminosa, appariscente. I peducci di volta alternano il bianco al nero. Le doppie navate abbondano di grandi dipinti di artisti italiani, tutti discreti, ma nessuno eccellente; il tono e il colore sono in genere scadenti.

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Pisa - Camposanto Monumentale - Interno
Pisa – Camposanto Monumentale – Interno

Il Campo Santo è quanto mai deludente: molto angusto, trascurato e del tutto privo di malinconia e di pace, tanto più perché trasformato in un museo di antichità. La Torre Pendente è molto interessante, e la vista che si gode alla sua sommità è superba: i campi perfetti che si estendono fino a Livorno ed al mare, la Corsica in distanza, montuosa e granitica, gli Appennini in file frastagliate con le loro candide ville luccicanti tra frammenti di nuvole, tratti dell’Arno e del Serchio risplendenti verso Firenze, e, infine, la cattedrale, che, sotto, appare vasta e impressionante. Ma la città è misera, e né il fiume, né i ponti, si scorgono da questa torre.

Nel pomeriggio sono uscito nuovamente per una passeggiata oziosa, ma tutto mi è parso molto sgradevole; le strade, per essere strade italiane, sembrano del tutto prive di interesse, se si eccettua la popolazione. Gruppi di persone siedono all’uscio: famiglie di artigiani, tutti intenti al loro lavoro; di solito una visitatrice di passaggio, nel suo abito migliore, si siede cinque minuti a scambiare due chiacchiere sulla sedia migliore.

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( John Ruskin, Diario italiano, 1840-1841 )

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