Giorgio Manganelli, Pistoia


La mattina di venerdì mi venne voglia di andare a Pistoia: ma l’idea mi venne alle 9 e mezzo. Troppo tardi: quindi ci andai.

Arrivai alle dodici, quando già chiudevano le chiese, e i santi mettevano i grossi piedi callosi nell’acqua di seltz.

Che fare? Breve ricognizione: riparto per Prato. Sosta nei giardini di Prato (davanti alla stazione), e visita ai monumenti (anche il duomo è fino). Torno a Pistoia, nuovo giro in città, ricognizione dentro le chiese.

A Pistoia c’è una sola cosa straordinaria, mi pare: San Giovanni Fuoricivitas, la chiesa più larga che profonda, con la maglia della Juventus.

Pistoia - San Giovanni Fuorcivitas
Pistoia – San Giovanni Fuorcivitas

Nella cattedrale c’è una madonna con l’aureola al neon (c’è anche a Lucca). Alla fine ero sfinito come un giovane sposo al terzo giorno del viaggio di nozze, ero tutto piedi, ma ero felice, in pace con me stesso, potevo anche dirmi parolacce e berci su.

( Giorgio Manganelli, lettera del 1961 dello scrittore alla famiglia, pubblicata, con il titolo “Tanti saluti da Sioscrofa”, dal quotidiano “L’Unità” il 18 ottobre 1993 )

 

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