Viareggio


 

Ho cercato sempre di sorridere e di essere  quasi allegra. Solo quando, per maggior sicurezza, abbiamo dovuto affidare il nostro bimbo a mia sorella, allora si ho pianto, ma piangeva anche Chittò.
Poi la sua morte, insieme a Giancarlo Taddei, il ventotto agosto, per mano nazista, a una manciata di giorni dalla liberazione di Viareggio.
Lui no, non è sceso a valle, non ha rivisto il nostro molo. E’ rimasto lassù con gli altri ragazzi, per quei sentieri che avevano percorso insieme in nome della libertà e dell’amore.

 ( Didala Ghilarducci, LA DIDALA. Una donna in formazione – Articolo pubblicato su “1944/2004 – 60 anni di libertà” rivista distribuita alle famiglie dall’Amministrazione del Comune di Viareggio nel 2004 )

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