Giovanni Ranieri Fascetti, San Rossore


In questo periodo il Granduca permise ai cittadini l’accesso alla tenuta e sulle spiagge si poterono portare gli ammalati di gozzo e di pelle ricoverati presso l’Ospedale Santa Chiara in Pisa.

Sul finire degli anni ’30 del secolo sorse al Gombo uno stabilimento balneare a gestione privata divenuto subito, per la bellezza dei luoghi e per l’abilità imprenditoriale del gestore Gaetano Ceccherini, meta di artisti e personaggi del bel mondo europeo fra i quali il poeta francese Autran, il musicista Liszt, il pittore macchiaiolo G. Costa che qui dipinse due capolavori: “Bocca d’Arno” e “Tramonto sull’Arno”.

Tenuta di San Rossore, copertina de Raccolta di XII vedute della città di Pisa disegnate, incise ed illustrate da Bartolomeo Polloni, Pisa 1834
Tenuta di San Rossore, copertina de Raccolta di XII vedute della città di Pisa disegnate, incise ed illustrate da Bartolomeo Polloni, Pisa 1834

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 Vari scrittori dell’Ottocento indicano con certezza il 1622 come l’anno di arrivo del primo cammello “capostipite” della “razza toscana” che ha popolato San Rossore per tre secoli.

 

 

( Giovanni Ranieri Fascetti, I cammelli a San Rossore, 1991 )

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