Arnaldo Bonaventura, Bagni di Lucca – Ponte a Serraglio


Il Ponte a Serraglio. donde prese il nome la località, fu costruito nel 1317 da Castruccio Castracani, per chiudere o serrare la Val di Lima. Et perché (narra il Mannucci) si poteva passare, venendo dalla banda verso Bologna, per le montagne di Sestola et capitare alli Bagni de Corsena er de quivi a Lucca, fra due monti traverso un ponte, sotto il quale scorreva la Lima, con due porte, nominandolo il Serraglio, tenendovi di continuo le guardie, le quali in tempo di bisogno lo serravano del tutto.

Bagni di Lucca - Ponte a Serraglio  Piazza - Foto tratta da "I Bagni di Lucca, Coreglia e Barga" – Istituto Italiano d’arti grafiche Editore, 1914
Bagni di Lucca – Ponte a Serraglio Piazza – Foto tratta da “I Bagni di Lucca, Coreglia e Barga” – Istituto Italiano d’arti grafiche Editore, 1914

Si trattava adunque di uno di quei fortilizi che nel medio evo si chiamavano appunto Serragli e che solean collocarsi fra le strette di due monti, quasi a serrarli. Quello di cui parliamo serrava il monte di Lugliano ed il Colle, tra lor vicinissimi e separati soltanto dal corso del fiume. Più tardi, cessata l’importanza militare di tali fortificazioni che l’invenzione della polvere pirica aveva reso ormai inutili, il Ponte a Serraglio rimase come una specie di porta d’ingresso e d’egresso ai Bagni di Lucca e divenne il punto di sosta di quanti vi passavano. Per conseguenza si cominciò a costruirvi case ove abitavano quelli che sovvenivano i viandianti e case per alloggiare che vi si tratteneva: e a poco a poco s’impiantarono fondachi e botteghe, si eressero alberghi e altri alloggi, fu costruito il Casino e, crescendo l’affluenza dei villeggianti o bagnanti, il paese del Ponte divenne il loro preferito ritrovo, specialmente serale.

Le abitazioni di questa frazione sono collocate parte da un lato e parte dall’altro del fiume e il ponte è quasi in mezzo. Delle quattro strade che la circoscrivano, la via di Serraglio, che è quella che giunge da Lucca, passa a traverso il principal gruppo di case. Da questa parte è la Chiesa, ben poco notevole ed oggi orribilmente dipinta nella facciata a finte colonnine, ma che ha al fianco un grazioso campaniletto. E pure da questa parte la casa, ove solitaria visse e morì la scrittrice Ouida, e poco oltre è la Villa Fiori, una delle più belle del paese per la sua costruzione  e pei grandiosi giardini. La via che, nella stessa direzione di questa prima, prosegue, passato il ponte, è la via Letizia che muove verso la Villa. Dall’altro lato del ponte si apre la piazza principale, dalla quale partono le altre due strade: una pur verso la Villa, l’altra nel senso opposto verso la località detta Lima. Presa quest’ultima, s’incontra dopo breve tratto il Casino reale, elegante edificio a un sol piano, elevato, colla facciata a colonnine di ordine jonico, con spaziosa terrazza, con sale da giuoco, da lettura, da caffè, e con un vasto salone da ballo che nelle sere di feste, sotto la luce delle molteplici lampade elettriche, è di bellissimo effetto.

 

( Arnaldo Bonaventura, I Bagni di Lucca, Coreglia e Barga – Istituto Italiano d’arti grafiche Editore, 1914 )

 

 

 

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