Giosuè Carducci, Ricordi


Io della mia infanzia non ho memorie nè belle nè buone nè curiose. Il mio più antico ricordo mi pone subito, ahimè, « in relazione con un essere dell’altro sesso », come si direbbe con la lingua d’un certo uso, che, secondo i manzoniani, dovrebbe anche essere la lingua del buon gusto.

Mi ritrovo in un luogo né bello ne brutto — forse un giardinetto presso la casa ove nacqui, — a una giornata nè di primavera nè d’inverno né d’estate né d’autunno. Mi pare che tutto, cielo e terra, sopra, sotto, e d’ intorno, fosse umido, grigio, basso, ristretto, indeterminato, penoso.

 

 ( Giosuè Carducci, Opere )

 

 

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