Firenze


Tornato il granduca, Don Antonio si rìpresentò : di bluse di velluto, di cappelli alla Ciceruacchio neppur l’ombra per le vie di Firenze ; soldati austriaci montavano la guardia a Palazzo Vecchio e di dimostrazioni clamorose e minacciose non c’era oramai più pericolo. Morto Don Rodrigo, Don Abbondio aveva ripreso animo e ora si offriva per l’ufficio di Mentore peripatetico, che la paura lo aveva costretto a renunziare l’anno prima. Gli fui, ahimè! novamente affidato.

 

( Ferdinando Martini, Fra tonache e gonnelle, tratto da “Confessioni e ricordi (Firenze granducale), R.Bemporad e Figlio, 1922 )

 

 

 

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