Firenze


Pietro Giordani lasciata nel luglio del 1824 Piacenza donde per suggerimento « dei più vili avanzi di corda » lo cacciava l’amante della svergognata vedova di Napoleone, riparava a Firenze; di là scriveva agli amici, datando le lettere : dal paradiso terrestre, e augurava agli amici stessi l’esilio affinché potessero godere di quel paradiso. Facevano a lui delizioso il soggiorno nella capitale della Toscana, oltre che « gli eccellenti e divini lavori delle arti », la benevolenza del Ministro Fossombroni di cui era giocoforza « innamorarsi», la compagnia di Gino Capponi « vero mostro, unico nella razza dei signori », la dimestichezza con « uomini bravi e donne amabili ; il principe buono, il governo buono, la moltitudine di uomini buoni ».

 

( Ferdinando Martini, Nel paese di Bengodi, tratto da “Confessioni e ricordi (Firenze granducale) – R.Bemporad e Figlio, 1922 )

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...