Guido Carocci, Valdarno – Castello di Malmantile


La strada Pisana, nel suo antico percorso, serpeggia pei colli a mezzogiorno della Lastra e giunge al Castello di Malmantile, luogo che ebbe una singolare importanza nelle storie fiorentine per le molte opere di difesa fattevi erigere in più tempi e con gran dispendio dalla Repubblica.

MALMANTILE — IL CASTELLO E IL BORGO - Foto tratta dal libro "Il Valdarno da Firenze al mare", 1906
MALMANTILE — IL CASTELLO E IL BORGO – Foto tratta dal libro “Il Valdarno da Firenze al mare”, 1906

Oggi il castello è quasi deserto e le sue pittoresche mura turrite vanno lentamente cadendo in rovina. In compenso è popolatissimo il vecchio borgo che conduce alla Chiesa di San Pietro in Selva, la parrocchiale antichissima di questo luogo. All’esterno della chiesa sono degli interessanti affreschi, parte della scuola de’ Gaddi, parte della maniera di Andrea del Sarto.

Nell’interno è una delle solite grandi croci dipinte della scuola di Giotto e sopra ad un altare vedesi una tavola colla Madonna, il putto e molti cherubini, opera che ricorda il fare di Cosimo Rosselli (XV secolo).

Presso Malmantile è la chiesa di S. Jacopo e Filippo a Lecceto, dov’è oggi la villeggiatura del Seminario fiorentino, che occupa il luogo di un piccolo convento eretto nel 1480 per i Domenicani di S. Marco dalla famiglia Strozzi. La bella architettura dell’interno ricorda la maniera di Michelozzo e sull’altare è una interessante ancona costituita da una tavola originariamente giottesca e da due laterali della scuola del Lippi.

 

( Guido Carocci, Il Valdarno da Firenze al mare, 1906 )

 

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