Guido Carocci, Cerreto-Guidi


Soffermiamoci ora un istante a Cerreto-Guidi, dove ci attraggono storiche ricordanze e diverse opere d’arte che non debbono sfuggire all’intelligente visitatore di questi luoghi.

CERRETO-GUIDI — PANORAMA DALL'ORATORIO DI S. LIBERATA - Foto tratta dal libro "Il Valdarno da Firenze al mare", 1906
CERRETO-GUIDI — PANORAMA DALL’ORATORIO DI S. LIBERATA – Foto tratta dal libro “Il Valdarno da Firenze al mare”, 1906

Feudo in tempi remoti della celebre e potente famiglia dei Conti Guidi, Cerreto ebbe in antico un forte castello sulle cui rovine sorse una suntuosa villa medicea, la villa nella quale si svolse la notte del 16 luglio 1576 una delle più terribili tragedie registrata nella storia dei primi Granduchi di Toscana: l’uccisione, per opera di Paolo Giordano Orsini conte di Bracciano, dell’infedele ed infelicissima Isabella, figlia secondogenita di Cosimo I de’ Medici.

Presso la villa, che chiude, dentro le sue solide mura, il ricordo dell’esecrando delitto, sorge la Pieve di S. Leonardo, nella quale la vista di superbe opere d’arte ritempra e risolleva lo spirito rattristato dall’evocazione di quell’orrendo delitto.

 

 

( Guido Carocci, Il Valdarno da Firenze al mare, 1906 )

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