Guido Carocci, Santa Croce e Castelfranco di Sotto


Continuando la via che parallelamente all’Arno si dirige verso Pisa, si trova Santa Croce, terra ampia, popolosa, ricca per commerci ed industrie, fra le quali primeggia quella della concia dei pellami.

Come Fucecchio, il borgo di S. Croce fu sotto la dipendenza dei Conti Cadolingi; poi l’ebbero i Pisani che nel 1287 lo cinsero di mura. La chiesa di S. Lorenzo è ampia e ricca d’adornamenti; ma architettonicamente non ha importanza speciale; d’opere d’arte non serba che una statuetta di S. Giovannino dei Della Robbia e dei libri corali adorni di miniature del XV secolo.

CASTELFRANCO DI SOTTO — TORRE DELLE CAMPANE - Foto tratta dal libro "Il Valdarno da Firenze al mare", 1906
CASTELFRANCO DI SOTTO — TORRE DELLE CAMPANE – Foto tratta dal libro “Il Valdarno da Firenze al mare”, 1906

A breve distanza da S. Croce sorge sulla riva dell’Arno Castelfranco di Sotto, oggi terra elegante, ben fabbricata, ricca di decorosi edifizi, un giorno castello forte e ben munito, al quale dava importanza speciale la sua situazione, presso la confluenza del canale dell’Usciana coll’Arno che formava un gagliardo punto di difesa.

Possesso antico dei Cadolingi, fu costituito in castello, franco dalle imposizioni, nel XIII secolo, chiamandovi ad abitarlo le popolazioni di alcune vicine parrocchie. Preso nel 1260 ai Lucchesi dai Ghibellini guidati dal Conte Guido Novello, parzialmente distrutto nel 1333 dalla terribile inondazione dell’Arno, cadde nel 1339 sotto il dominio dei Fiorentini, i quali lo rassettarono e lo ricostruirono alla foggia delle loro terre del Valdarno Superiore; di forma rettangolare, cioè, con quattro porte turrite, alle quali facevano capo due strade che s’incrociavano nel centro, dov’era una piazza fiancheggiata dalla Pieve e dal Palazzo Pretorio divenuto poi sede del Comune.

Le mura e le porte, per quanto rovinate, sussistono tuttora in gran parte. La chiesa di S. Pietro di remota origine nulla conserva della sua struttura originaria. Anche il suo corredo di opere d’arte è ben modesto: una tavola di Alessandro Allori, una del Passignano, un messale con miniature del XV secolo e, più importante di tutte le altre opere, una statua di marmo di S. Pietro, caratteristica scultura pisana del XIV secolo, oggi esiliata nel modesto cortile della canonica.

 

( Guido Carocci, Il Valdarno da Firenze al mare, 1906 )

 

 

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