Viani


Allora, per l’affitto della mia camera, via San Zanobi, spendevo quanto spendo oggi per la casella postale. Tutte le volte che prendo la posta il pensiero ricorre a quel bugigattolo cellulare, a ridosso del tetto; forno crematorio l’estate, ghiacciaia l’inverno. Tutte le volte che capito a Firenze, per la Via Primaverile, «via 27 Aprile», mi riduco in quel braccio di strada che termina in via delle Ruote e guardo la finestra, – come soglion fare i gatti all’altura da cui son precipitati, – da dove caddero alcuni anni della mia giovinezza.

( Lorenzo Viani, Ricordi di Federigo Tozzi, da “Il cipresso e la vite” )

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