Lorenzo Viani, Angiò e la compagnia dei trascurati.


Lorenzo Viani - Disegno tratto dal libro Angiò, uomo d'acqua - pag, 15- Edizione Rizzoli, 1982
Lorenzo Viani – Disegno tratto dal libro Angiò, uomo d’acqua – pag, 15- Edizione Rizzoli, 1982

[…] Angiolo Bertuccelli uomo d’onore e di rispetto, dovette imbracarsi nella compagnia dei trascurati e confinarsi sul mare con Abbriccafame, un uomo dal grugno nero e aggufito, con Mangiasanti, biastimatore dal naso a petonciana che sagratava, notte e dì, santi e madonne, bandito dal paese perché trovò l’eresia nel Dio Padre. Dovette far combutta con Occhialetto, che aveva sul viso un bulicame di pustole, con Sciamanna dagli occhi a falco tra un bugnone di spine, con Giudizio, uno che l’aveva affogato nel vino, con Naso a Peperone, che aveva una bocca a sbadiglio di ciuco con otto o dieci pelettacci di baffi radi come setole di porco e due occhi, simili a castagne scoppiate dal cardo, con Gioasse, uno che aveva mangiato una cambiale, con Baldoria e Rincucchè, due pianigiani scaltritisi là da Marsiglia che facevano i ciechi davanti al Santissimo, con tutta una genìa di gente battezzata col salnitro che avrebbe mangiato vitam aeternam e avrebbero corso dietro ad Amen, ai quali un boccale di vino a bevuta era la medesima che tuffare un calcio di giunco nella botte e dirgli: – To’, bevi.

[…]

( Lorenzo Viani, tratto da “Angiò, uomo d’acqua”, 1928 )

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