Leopoldo Barboni, Firenze


Firenze
Firenze

Su pei colli della divina Firenze il sole d’autunno lasciava cadere come uno spagliettìo d’oro, e le ville vicine e solenni emanavano profumi e suoni e canti. Erano e sono quei beati colli che incantano la quattrinaia Inghilterra, che il Foscolo cantò in versi immortali, e che il Verdi, menatovi dal Capponi ed altri, ammirò e salutò con questa geniale osservazione serbataci da Eugenio Cecchi :

« Non è solo il si che qui suona; qui suonano tutte le note! »

( Leopoldo Barboni, tratto dal racconto  “Le passeggiate con Silvestro Centofanti” dal libro “Geni e capi ameni dell’ottocento”, Bemporad & Figlio, editori, 1911 )

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