Lorenzo Viani, Viareggio, Il trasferimento di Musolino


Viareggio - Torre Matilde
Viareggio – Torre Matilde

[…]  Il processo Musolino era terminato da qualche settimana quando al largo dell’estrema gettata dal molo di Viareggio apparve una torpediniera che con la fumata della ciminiera tingeva di carbonella il cielo lattato.

Dato che ebbe fondo alle ancore, una barcaccia a vapore si partì dalle sue murate e si orientò verso il Canale. Tutto il corso del fosso era insolitamente vigilato da guardie e carabinieri; un forte drappello vigilava il ponte levatoio ove si ormeggiò la barcaccia. I curiosi e gli sfaccendati cominciarono ad accostarsi alle calate, i carabinieri li respingevano verso le darsene.

Improvvisamente di sotto il torrione della Principessa Matilde apparve in mezzo a un drappello di armati, un galeotto incatenato: – Musolino.

La voce corse rapida nei borghi e nei carugli in pochi attimi, una massa di popolo minuto fe’ ressa intorno ai piloni del ponte levatoio. Avvenne un pigia pigia, un tira e molla tra carabinieri e popolo: tutti volevano vedere l’ultimo atto della tragedia. Il bandito rimase come disorientato; ai polsi, oltre alle catene, aveva ritorto un fagotto d’indumenti; nel trambusto, in un trabalzone inaspettato, gli cadde di capo il berretto, la folla se ne impadronì e si sbandò e fu un correre disordinato: il berretto pareva portato via da una raffica di vento, sopra le teste scalmanate. Tutti volevano provarselo: uomini e donne, vecchi e giovani; chi se lo ricalcava fin su gli orecchi e chi se lo poneva a sghimbescio e chi alla scrocca, i carabinieri lo inseguivano da una parte, ma il berretto riappariva da un’altra, sulla testa stranita di un uomo dall’espressione giovevole.
– Ben ti sta.
– A perfezione.
– Sarebbe proprio il tuo.

Viareggio - Ponte di Pisa e Torre Matilde
Viareggio – Ponte di Pisa e Torre Matilde

Osservando il tramutarsi improvviso delle teste sotto la sagoma del berretto greggio si era indotti  a pensare che l’incidente a fondo estetico sollevato dal bandito alla prima udienza del suo processo non fosse privo di acume.

In uno dei nostri borghi si venera San Valentino ed è costume, nel giorno della Sagra del Santo, coprirsi il capo col berretto di lui conservato entro un reliquario di vetro. Sotto le volte del tempio, nella soffusione delle luci dorate, molte teste, che all’aria aperta son scabre e durissime, coperte della reliquia acquistano un certo che di divino.

Così, in quel pomeriggio, a cagion del berretto di Musolino, alcuni marinari, onesti e leali, parvero galeotti evasi da Portolongone.
– I vestiti rifanno le stanghe!
– I vestiti rifanno le trava!

( Lorenzo Viani,  “La Corte!…”, racconto tratto da “Il nano e la statua nera” )

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