Jack La Bolina, Arcipelago Toscano – Gorgona


Gorgona - Il porto - Foto tratta da “L’Arcipelago Toscano”, Istituto Italiano d’Arti Grafice Editore, 1914
Gorgona – Il porto – Foto tratta da “L’Arcipelago Toscano”, Istituto Italiano d’Arti Grafice Editore, 1914

Pochi spettacoli sono così ridenti come quello che la Gorgona offre allo sguardo, quando la si accosta dalla parte di levate e propriamente nel luogo detto lo scalo, oppure cala principale, dove sorgone le case dei pescatori cui la spiaggia procura agio e modo di tirare in secco le loro barche. Codesti abitanti della Gorgona superano di poco la sessantina di persone. Intendo abitanti liberi, perché l’isola è tutta uno stabilimento penale nel quale purgano l’ultimo periodo di prigionia coloro che hanno dato speranze di poter rientrare nella vita civile, bene nettati dall’antica colpa  e redenti dal lavoro. Per questo, tra i relegati alla Gorgona, si incontrano taluni sul cui labbro superiore i baffi sono già visibili. Hanno licenza di lasciarli crescere quattro mesi innanzi della prossima liberazione.

Gorgona giace lungo la direzione di ponente-libeccio a venti miglia da Livorno. Apparisce allo sguardo come monte massiccio alto duecentocinquanta metri sul mare.  Il circuito segna appena tre miglia, il contorno è presso che circolare. Il lato di ponente è scosceso, e le pendici sono giustamente chiamate precipizi.  Nel lato di tramontana, anzi propriamente  a maestro, si apre un seno mal sicuro e angusto chiamato cala Maestra; ma il miglior sorgitore è lo scalo , rammentato testè.  […]

L’isola contiene parecchie sorgenti dalle quali rampolla acqua buonissima. Ciò spiega che il suolo sia ammantato di verzura perenne formata dalle sottili macchie di lentischi, corbezzoli, eriche, mortelle e rosmarino: insomma dalla flora comune alla costa tirrena ed alle isole che le formano grazioso e poetico antimurale. La coltivazione ha introdotto nell’isola i pini, i cipressi, qualche genere di querce, l’olivo, il castagno, e gli alberi fruttiferi di ogni qualità tra i quali primeggia il fico. Una volta l’isola conteneva capre come Montecristo. Oggi la selvaggina si limita al coniglio ma, al tempo del passo, abbondano i volativi. Il mare è ricco di pesci, specialmente di acciughe, per cui i pescatori di Santa Margherita e di Camogli insieme a quelli di Lerici e di Porto Venere, di aprile, di maggio e di giugno vi accorrono piuttosto numerosi.   […]

Gorgona - Flottiglia per la pesca delle acciughe - Foto tratta da “L’Arcipelago Toscano”, Istituto Italiano d’Arti Grafice Editore, 1914
Gorgona – Flottiglia per la pesca delle acciughe – Foto tratta da “L’Arcipelago Toscano”, Istituto Italiano d’Arti Grafice Editore, 1914

( Jack La Bolina – brano tratto da “L’Arcipelago Toscano”, Istituto Italiano d’Arti Grafice Editore, 1914 )

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