Giannina Franciosi, Arezzo Etrusca


Arezzo - Colle di S.Cornelio ove sorgeva Arezzo Etrusca - Fotografia tratta da “Arezzo” di Giannina Franciosi – Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909
Arezzo – Colle di S.Cornelio ove sorgeva Arezzo Etrusca – Fotografia tratta da “Arezzo” di Giannina Franciosi – Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909

Dolcemente signoreggiando le floride valli della Chiana, del Tevere e dell’Arno, inghirlandata dalle montagne azzurre del Casentino, Arezzo, l’antichissima Arretium , conserva ancora, sotto una modesta apparenza borghese, la voce gloriosa delle molte sue vite.

Strabone la disse paese beato ; e beata può dirsi  per aver accolto e dato espressione più alta del pensiero umano, il sorriso fiorente dell’arte. Agile e forte, Arezzo era già una delle più potenti lucomonie etrusche, quando Roma, che dovea sottometterla, non era ancora nata. Il sole sembrava allora indugiarsi sui vastissimi campi biondeggianti di spighe, mentre i suoi artisti rapivano una scintilla a quel sole per lumeggiare le cesellate armature. Artefici mirabili eran dessi, che sapean lavorar l’oro, come sottil filo di seta, dare al bronzo l’espressione soave di una casta bellezza.

Arezzo etrusca difese lungamente, nobilmente, il proprio diritto contro Roma sorgente; poi, costrettavi, le si fece alleata fedele. Nelle guerre contro Cartagine mandò in suo aiuto le biade de’ suoi floridi campi, mandò corazze e scudi, lame e giavellotti, scuri e marre, dalle sue officine operose.

Serenamente fidenti nel fato, che avea decretato un termine fisso di vita al popolo etrusco, anche gli Aretini parvero voler affidare alle necropoli il segreto della loro grandezza; dissero a queste di narrarci quanta paziente gentilezza, quanta forza tranquilla fosse nell’ arte loro.   Così quando, dopo quasi venti secoli d’attesa, il sole ha inviato un suo raggio a salutarne le tombe rinvenute, i corpi ancora intatti hanno avuto al suo tocco un ultimo fremito e un ultimo sorriso, dandoci per un istante la visione di quello che furono ; mentre i vasi, i ricchi pendenti, gli spilloni, gli amuleti , nei fulgidi riverberi dell’oro, sotto la nuda severità della tomba, ci hanno dato la prima parola di un inno di gloria.

[…]

La Chimera - Bronzo etrusco del V secolo A.C. trovato ad Arezzo, ora al Museo Archeologico di Firenze - Fotografia tratta da “Arezzo” di Giannina Franciosi – Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909
La Chimera – Bronzo etrusco del V secolo A.C. trovato ad Arezzo, ora al Museo Archeologico di Firenze – Fotografia tratta da “Arezzo” di Giannina Franciosi – Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909

( Giannina Franciosi, brano tratto da “Arezzo” – Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909 )

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  1. fulvialuna1 scrive:

    Che stupenda descrizione…poesia di una volta.

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