Augusto Novelli, Un campagnolo ai bagni – Scena V


UN CAMPAGNOLO AI BAGNI

 ATTO PRIMO

 SCENA V.

ATTEONE, CAMILLO e GIULIA.

Viareggio inizi '900 - Foto tratta dal mensile
Viareggio inizi ‘900 – Foto tratta dal mensile “Nuova Viareggio Ieri” – agosto 1993

ATT. — ( Dalla destra ). A quest’ora doveva essere arrivata…. Perchè questo ritardo ?… Fa il suo bagno alle dieci e sono le undici e mezzo…. Che suo marito cominci a sospettare ?… Che egli si sia accorto che io le faccio la corte e che per questo l’abbia costretta ad allontanarsi?… Sarebbe una disdetta !…

CAMI. — ( Parlando con Giulia e continuando a mangiare ). No, no. Non è così che si educano i figliuoli e se noi ne avremo qualcuno….

ATT. — ( Volgendosi e riconoscendolo ). Toh’ Camillo?…. La signora Giulia?..,

GIU. — Il signore Atteone?.

CAMI. – ( Voltandosi). Oh ! caro, caro, caro ! ( S’alza e scosta una sedia ).

ATT. — Prego, prego, non v’incomodate….

CAMI. —  Qua, qua!… ( Lo fa sedere ). Hai fame ? Vuoi mangiare ?… Cameriere!

ATT. — Ma no. no….

CAMI. — Senza complimenti !…

ATT. — Se credevo a questo non mi sarei fatto vedere.

CAMI. — ( Mescendogli da bere ). Faccio per te .

ATT. — Basta !… basta !

GIU. — Come mai quassù?

ATT. — Dirò ; dovevo essere già partito, ma un affare imprevisto mi ha obbligato a restare

CAMI. — Un affare ?

ATT. — ( Sorridendo ). Sì…. un certo affare

CAMI. — Ah ! intendo, intendo ! Cherchez la femme …

ATT. — No… no…

CAMI. — Taci. I bagni non furono inventati che per questo.

GIU. — Ma tanto meglio. Che male c’è?… Così anche voi prenderete moglie e metterete un po’ di giudizio.

CAMI. — Ecco : anche tu farai quello che ho fatto io.

ATT, — ( Sorridendo sempre ).  Non è possibile.

GIU. — Perchè?…

CAMI. — ( Sorpreso ). Maritata ?…

GIU. —  Ah ! allora è grave.

ATT. — L’ho saputo dopo. Credete; ci sono delle sposine che non sembra nemmeno. Ti accalappiano, fanno spreco di tutta la loro civetteria e poi tu vieni a sapere che è impossibile.

CAMI. — Ma tu continui !

ATT. — Sono preso, che cosa mi vuoi fare?

GIU. — Attento, attento, perchè è pericoloso.

CAMI. — Va’ là ; ai bagni tutto è permesso e quando le mogli vengono qui, guardale all’ora del tuffo.

GIU. — E’ un bel complimento il tuo !

CAMI. — Parlo delle signore sole, non di quelle che vengono col marito.

ATT. — Anche la mia era sola, ma il guaio si è che adesso … è arrivato lui.

GIU. — Ahi !.. Ahi !…

ATT. — Ed è geloso come una tigre ; è un uomo capace di tutto ! Anche di uccidere entrambi !

CAMI. — Allora, vuoi un consiglio da amico ? Parti subito. ( Si alzano e vengono sul davanti ).

ATT. — Hai ragione : è impossibile continuare così ; le scriverò e le dirò… A proposito di scrivere !…

CAMl. — Cosa c’è ?…

ATT. — Il giorno del tuo matrimonio io mi feci un dovere di mandarti la mia carta da visita per congratularmi, ma tu non ti sei degnato nemmeno di ricambiarla. È vero che de’ miei auguri poco t’ interessa, però, quando un amico prende parte alla gioia che ci anima, si usa, se non altro …

CAMI. — Come, come ?… Io mi sono dimenticato?

GIU. — Non gli hai mandato nemmeno la partecipazione?

ATT. — Nemmeno quella.

GIU. — Dove avevi la testa?.

CAMI. — E chi lo sa ?… Quando si prende moglie la testa non c’è più.

GIU. — Com’è gentile mio marito, non è vero?…

CAMI. — Aspetta ; perchè non si dica che il capo banda della musica di Fucecchio ha commesso un’azione indegna della carica che egli riveste…. ( Leva dal portafogli una carta da visita ). Ecco qua ; te la dò adesso e così l’onore è salvo.

ATT. — Dopo più di due mesi ?

GIU. — Ma è inutile.

CAMI. — Lo faccio perchè non si dimentichi di noi e perchè egli venga a trovarci.

ATT. — Ah, se è per questo, volentieri. ( Caccia la carta nel proprio portafogli ).

GIU. — Vedrete che bel quartierino abbiamo montato.

CAMI. — E’ il più elegante di tutto Fucecchio !… Ma io sto qui a ciarlare e non penso che ho un appuntamento per il tocco…. Si tratta di andare a pescare con degli amici coi quali ho scommesso una bella scatola di sigari. Li vincerà colui che in un’ora prenderà più pesci Sono così sicuro della vittoria che mi sembra di averli già fumati. E, sai ; veri trabucos !

ATT. — Ah ! ah ! sempre fanatico per la pesca?…

GIU. — Pur troppo !

CAMI. — Sempre !… Anzi ; giacché sei qui potresti farmi un piacere.

ATT. — Volentieri.

CAMI.  — L’ora è passata e io non posso trattenermi; potresti accompagnare mia moglie?…

ATT. — Con tutto il piacere….

GIU- — Ma perchè incomodarlo?

CAMI. — Giacché l’amico si presta…. E poi, sono così pericolosi i bagni con tutti questi zerbinotti  che espongono al pubblico il loro torace

GIU. — Egli è di un’ affabilità meravigliosa !

ATT. — Ah! ah! Favorisca, signora Giulia…. ( Le offre il braccio ).

GIU. — ( Andandosene ). E questa è la mia luna di miele. Mi pianta e se ne va.

CAMI. — Stasera ti conduco al teatro.

GIU. — Stasera vado a letto !

ATT. — ( Uscendo con Giulia ). Addio, e buona pesca ! ( Escono dalla destra ).

CAMI. — ( Urlando loro dietro ). Basta sino alla rotonda, non più in là !… Questo perchè ai bagni non bisogna fidarsi troppo…. Cameriere ! La mia canna e la mia zucca!… ( Esce dalla sinistra ) .

[…]

( Augusto Novelli, brano tratto da “Un campagnolo ai bagni” – 1887 – R. Bemporad & Figlio, Editori, Firenze 1921 )

2 Comments Add yours

  1. poiésis scrive:

    L’ha ribloggato su Poiesis.

    Mi piace

    1. Carlo Rossi scrive:

      Ti ringrazio

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