Eugenio Müntz, Cortona


 

Cortona - Veduta dalla ferrovia
Cortona – Veduta dalla ferrovia – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di Eugenio Müntz, Fratelli Treves Editori, 1899

A Cortona, le mura pelasgiche, i bronzi del Museo, la grotta di Pitagora ci riportano ai ricordi dell’austera civiltà etrusca, mentre il Rinascimento vanta due grandi artisti: Frate Angelico a cui l’antica lucumonia offerse ospitalità per otto o dieci anni circa, e Luca Signorelli a cui diede i natali; senza parlare poi d’ un altro celebre pittore il brillante e frivolo Pietro da Cortona. In questa città così raramente visitata e sprovvista già da anni, affermasi, di qualsiasi albergo ( io ebbi l’ospitalità più cordiale alla Stella d’ oro ) , si può passare delle intere giornate studiando i quadri delle chiese, e le ricchezze della biblioteca, diretta dal colto Mancini, il biografo di L. B. Alberti.

Se si sale sull’altura che domina la città, questa stessa costruita sopra una collinetta, vi trovate innanzi ad una chiesa, disgraziatamente rimodernata, che ci farà ricordare l’interessante figura di Santa Margherita da Cortona. Se si discende dal lato della ferrovia si subirà il fascino della chiesa della Madonna del Calcinaio una delle più armoniche creazioni dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

Cortona - Tomba di Santa Margherita
Cortona – Tomba di Santa Margherita – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di Eugenio Müntz, Fratelli Treves Editori, 1899

La posizione di Cortona è degna dell’opera creata dalle mani dell’uomo. Rientrato nella mia stanza, al momento di chiudere la finestra, mi sento affascinato, abbagliato dall’incantevole e grandioso paesaggio che si stende innanzi a me, nel silenzio della notte.

Tosto al disotto dell’albergo, la massa oscura della montagna di Cortona, coi suoi ulivi ed i suoi burroni ; più lungi un’immensa pianura, solcata dalla ferrovia, e dalla strada maestra, e coltivata come un giardino; vi si discernono perfettamente le case, ed i mucchi di fieno che s’alternano alle lunghe file d’olmi guarniti di vigneti ; al fondo un’imponente catena di collinette ; gli ultimi contrafforti d’un’altra catena che vengono a morire sulle rive del lago Trasimeno, di cui non si scorge che un’estremità, ove si riflette la luce calma ed argentea della luna, completano tale quadro, dovrei dire meglio tale sinfonia d’una seduzione ineffabile.

[…]

 

 

( Eugenio Müntz, brano tratto da “Firenze e la Toscana”, Fratelli Treves Editori, 1899 )

2 Comments Add yours

  1. Patrizia M. scrive:

    Ogni tuo articolo è sempre interessante. Anche se non lascio segno del mio passaggio me li sono letti tutti e con grande piacere.
    Serena notte. Pat

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  2. piumino scrive:

    Bella descrizione… Mi ha ricordato molto quella di George Dennis, di qualche anno precedente!

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