Eugenio Müntz, Firenze – La Loggia del Bigallo


Firenze - La Loggia del Bigallo - immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di Eugenio Müntz,  Fratelli Treves Editori, 1899
Firenze – La Loggia del Bigallo – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di Eugenio Müntz, Fratelli Treves Editori, 1899

La graziosa costruzione posta dirimpetto al Battistero, la   “Loggia del Bigallo” , dimostra con quale libertà, quale fantasia, i rappresentanti del periodo di transizione trattino lo stile gotico; l’arco ogivale non vi è più che un accessorio, un ornamento ; si alterna con colonnette, con pilastri, nicchie d’una leggerezza e d’un’eleganza suprema.

La Loggia del Bigallo fu costrutta da una pia confraternita, l’ “Arciconfraternita di Santa Maria della Misericordia”, i cui membri avevano la missione di soccorrere gli indigenti, raccogliere i fanciulli abbandonati, liberare i prigionieri e seppellire convenientemente i morti. Cominciata nel 1352, a quanto pare, tale costruzione fu finita nel 1358.

I dipinti della Loggia del Bigallo sono opera di Rossello e di Ventura di Moro; rappresentano san Pietro martire che predica contro i Paterini.  Questo ciclo segna la transizione fra lo stile di Giotto e le tendenze realiste del XV secolo; queste si traducono nelle vesti e nelle acconciature.  Dei cancelli d’una rara eleganza completano la decorazione di questa meraviglia dell’ architettura toscana.

Sin d’ora, per non aver più bisogno di ritornare su tale argomento, osserverò che poche città contano tanti stabilimenti di beneficenza e tanti pii istituti come Firenze.  Mi si conceda d’insistere su questo punto: esso mi fornisce una prova da aggiungere a tante altre che proclamano i benefizi dell’influenza classica. Certamente anche altrove la carità fece pure miracoli dal medio evo in poi. Ma l’assistenza pubblica, metodicamente organizzata, sulle orme dell’Impero Romano, colla sua quantità di ospedali, di asili per i bimbi e per i vecchi, di case di salute, di Monti di Pietà, sembrami abbia avuto in Italia la sua prima forma scientifica e definitiva.

[…]

 

( Eugenio Müntz, brano tratto da “Firenze e la Toscana”, Fratelli Treves Editori, 1899 )

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