Eugenio Müntz, Firenze – Il Duomo – La facciata


Firenze - Il Duomo - 2015 - 07 - 09 - DSCF0081
Firenze – Il Duomo

Prima di cominciare la descrizione di questo vasto monumento, e dell’incomparabile serie di sculture del XIV, XV e XVI secolo ch’esso racchiude, cerchiamo un po’ di ricordare le vicissitudini attraverso cui passò la facciata; le peripezie di questa parte dell’edilìzio sono ancora più lunghe, se non più commoventi, di quelle della costruzione della navata e della cupola.

È un tema già abbastanza trattato quello della mancanza delle facciate nella maggior parte delle chiese della Toscana; gli eredi degli Etruschi, per quanto accorti, avevano per regola di finire d’onde ordinariamente s’incomincia.

Che ne venne ?  Che nell’intervallo il gusto avea mutato, e più spesso ancora la divozione. Compiute le navate a vòlte più o meno belle, chiusa l’abside, terminato il pavimento più o meno prezioso, che importava ormai che la facciata sparisse o no, sotto un’infinità di statue, sotto uno sfarzo d’incrostazioni !   Gli uffici si potevano celebrare colla massima sicurezza, e non occorreva di più.

Per lunghi secoli per Santa Maria del Fiore — l’intervallo ammonta a quattrocento anni! — i fedeli entravano rassegnati dalle porte praticate in questo muro rivestito d’una semplice intonacatura. Se Santa Maria Novella dovette attendere la sua facciata sino al XV secolo, in cui un privato, cioè un Ruccellai, ebbe la generosa idea di farla edificare a sue spese, se Santa Croce non ebbe la sua che nel 1863. Santa Maria del Fiore dovette aspettare sino 1887 tale compimento, secondo me, indispensabile ad ogni santuario. Ma c’ è una chiesa Fiorentina ancora più maltrattata, ed è San Lorenzo, la parrocchia dei Medici. Eppure Dio sa se vi mancarono progetti di facciata, dopo il concorso indetto nel 1516 da papa Leone !

La storia della facciata primitiva del Duomo di Firenze, è delle più oscure: non si sa neppure se il muro attuale corrisponda o no al muro eretto da Arnolfo. Un fatto certo si è, che tale facciata, sebbene incompleta, era ornata di innumerevoli statue, da quelle dei maestri del XIV secolo sino a quelle del Donatello (oggi esposte nell’interno).

Spettava al secolo XIX completare su questo punto l’opera di Arnolfo e di Talenti : i lavori ripresi nel 1860, coll’aiuto di sottoscrizioni private, furono terminati nel 1887, e Santa Maria del Fiore vanta oggi una decorazione ricchissima (sebbene la spesa, non superasse un milione di lire). La nuova facciata, composta dall’abile architetto fiorentino Emilio de Fabris, s’accorda convenientemente col resto dell’edilìzio.

[…]

 

( Eugenio Müntz, brano tratto da “Firenze e la Toscana”, Fratelli Treves Editori, 1899 )

One Comment Add yours

  1. marzia scrive:

    Incuriosita da questo E. Müntz, lo scopro docente di storia dell’arte presso l’ Ecole ationale des Beaux-Arts nonchè specialista del Rinascimento italiano dell’epoca.
    Beh, ha una penna felice e rende omaggio alla città come pochi…

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