Renato Fucini, L’eredità di Vermutte -1/6


Viareggio - Un carico di vino in fiaschi di paglia agli inizi del 900 - foto tratta dal libro Come eravamo - Lucca - Edizioni Il Tirreno
Viareggio – Un carico di vino in fiaschi di paglia agli inizi del 900 – foto tratta dal libro Come eravamo – Lucca – Edizioni Il Tirreno

Col tempo freddo e piovoso che s’era messo, il Caffè del Popolo quella sera era tanto pieno che, non essendoci posto per tutti a sedere, molti bevevano ritti intorno ai tavolini o passeggiando per la stanza. E, di fra la nebbia dei lumi a petrolio che filavano e il fumo delle pipe gorgoglianti, si alzava nella fuligginosa stamberga un tal diavoleto di risa e di voci squarciate che anche le figliole di Terzilio, benchè si struggessero di piantarsi lì dietro il banco a guardare e a sentire, eran costrette a stare in cucina, accanto alla finestra aperta, per salvar la modestia e per respirare.

A un tavolino, i giocatori di scopone discutevano sulle combinazioni della partita con tali urli da parere che si volessero scannare. A un altro, i cacciatori raccontavano le loro gesta con gran sinfonia di fischi, di canizze dietro alla lepre, di frulli di starne e di tonfi di schioppettate. E i cani accucciati sotto le tavole, destati di sussulto e ingannati, qualche volta, dalla perfetta imitazione, si mettevano ad abbaiare in coro e a piena orchestra, e in ultimo a guaìre dalle pedate dei padroni perchè si chetassero.  A un’altra tavola, i puzzolenti e crudeli bracaloni, tenditori di reti e di panie, si raccontavano, con un tono di voce più dimesso, le loro prodezze della giornata, spincionando, zirlando, chioccolando e moltiplicando ogni cosa almeno per cinque.

Dalla tavola di fondo venivano voci più umane e risate più schiette. Era la tavola dei buontemponi di professione, dei cacciatori per amore dell’arte e dei novellieri, i quali, tra un frizzo e l’altro lanciato alle fanfaronate e alle bombe che scoppiavano intorno, raccontavano aneddoti, scene e avventure della loro vita di campagna.

[…]

 

( Renato Fucini, L’eredità di Vermutte, tratto da “All’aria aperta”, 1897 )

 

4 Comments Add yours

  1. Spincionando, zirlando, chioccolando … Fucini è un giocoliere
    Parole rare oggigiorno, tanto che il programma di scrittura mi sottolinea “spincionando” come fosse un errore. Sorvolerò le panie di sinistra memoria.

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  2. Ivana Daccò scrive:

    Aspetto il seguito anch’io!

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  3. fulvialuna1 scrive:

    Mi piace..aspetto il seguito.

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  4. Bellissima anche l’immagine. Grazie.

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