Eugenio Müntz, Firenze – Palazzo Vecchio: Sala dei Cinquecento


Firenze - Palazzo Vecchio - Salone dei Cinquecento
Firenze – Palazzo Vecchio – Salone dei Cinquecento – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di E.Muntz – 1899 – Fratelli Treves Editori

Nessun’ unità nella disposizione del Palazzo Vecchio, che è oggi sede del Municipio. Dei volgari uffizi moderni s’ alternano colla gigantesca sala dei Cinquecento; ovunque scalette buie, passaggi nascosti, terrazze simili a pozzi ed eziandio meschine abitazioni in cui dimorano le famiglie dei custodi, e finestre ornate con vasi di fiori.

La sala del Gran Consiglio, o sala dei Cinquecento, costrutta nel 1495-1496, per iniziativa del Savonarola, e secondo i disegni del Cronaca, aiutato dal legnaiolo Francesco di Domenico, stupisce per le sue dimensioni, più che per la sua magnificenza.  Le pitture colle quali il Vasari ha coperto le pareti ed il soffitto, la Storia dei Medici e la Storia, di Firenze (in una quarantina di quadri) non sono tali da abbellirla ; non vi si trova ne studio, ne ispirazione.

A mala pena nell’ Ingresso di Leone X a Firenze, o nel Secolo di Leone X (sala di Leone X), si riesce a trovare qualche ritratto o qualche foggia di vestire degna d’attenzione. Il buon Vasari s’era accorto di siffatte lacune, e le scusa attribuendole alla precipitazione con cui dovette lavorare; la sala fu appena pronta pel matrimonio dell’erede presuntivo della Toscana colla sorella dell’imperatore. Con questo motivo il Vasari si scolpa del non essere pienamente riuscito a ritrarre le innumerevoli scene affidate al suo pennello: assalto di piazze, cannonate, attacchi, scaramuccie, fabbriche di città, consigli pubblici, cerimonie antiche e moderne, trionfi ed altri soggetti che richiedevano un tempo enorme, senza, parlare degli schizzi, dei disegni, dei modelli, delle vedute, dei paesaggi, che fu obbligato a togliere dal vero, come pure i ritratti d’ un’ infinità di soldati, di capitani, di generali e d’altri.
[…]

Savonarola non si sarebbe immaginato, allorché fece costrurre questa sala destinata alle assemblee della Repubblica fiorentina, libera dal giogo dei Medici, che un giorno essa avrebbe dato ospitalità ai rappresentanti dell’Italia libera ed una: il Parlamento italiano vi tenne le sue sedute per cinque anni dal 1865 al 1870, data del trasporto della capitale da Firenze a Roma.
[…]

 

( Eugenio Müntz, brano tratto da “Firenze e la Toscana”, Fratelli Treves Editori, 1899 )

2 Comments Add yours

  1. Patrizia M. scrive:

    Un salone che ho avuto modo di visitare più di una volta e ne sono sempre rimasta incantata.
    Un caro saluto, Pat

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    1. Carlo Rossi scrive:

      Saluti, e buon inizio settimana.

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