Renato Fucini, Tipi che spariscono: Il dottor Prospero -4/4


Illustrazione tratta dalla pagina 189 di "All'aria aperta" di Renato Fucini - 1897
Illustrazione tratta dalla pagina 189 di “All’aria aperta” di Renato Fucini – 1897

[…]

La donna, spenzolandosi dalla finestra e parlando sotto voce per non essere sentita dal malato:
— Gli ha avuti anche stanotte, sissignore. Stia zitto, chè, a avere avuto voglia di ridere…. in verità…. Ma mi dica! l’aveva presa con lei. Diceva che era una bestia, gli faceva il verso quando lei signoria sbadiglia come ha fatto ora, eppoi gli voleva tirare una schioppettata….
— Ma insomma, da quel che sento, si tratta di cosa leggiera perchè proprio fuori di sentimento addirittura….
— Questo no, nossignore. Proprio fori di sentimento non c’è andato mai.
— Meglio così, meglio così. E la voce gli s’è punto rialzata?

E senza aspettare la risposta, il dottor Prospero cominciò a chiamare:
— O Gosto…. Gostooo!
— Uh, uh — rispondeva con voce spenta e cavernosa il malato. E il dottore, che non aveva sentito, seguitava a chiamare:
— O Gosto…. Gostooo!…
— Gli ha risposto, dottore; non lo sente?
— Uh, uh, uh!…
— Allegri, allegri, Gosto, — gridò il medico il quale finalmente aveva sentito. — Allegri, Gosto; anche questa burrasca è passata.

Si dette una fregata di compiacenza alle mani, accese la sua gran pipa di ciliegio, poi disse a Rosa che gli portasse giù una serqua d’ova che egli ricambiò con una ricetta che aveva preparata col lapis sopra un brincello di carta. Ma prima di consegnargliela, voleva riempirvi una lacuna che aveva lasciato, non ricordandosi il nome del medicamento.

— Corpo di bacco! — brontolava il dottor Prospero, grattandosi la zazzera arruffata. — O che mi vol tornare in mente! Già, accidenti a tutte queste medicine nove, che ne ‘nventano una la settimana! Voi ve ne dovreste ricordare, Rosa. Come si chiamava quella polverina sottile che vi segnai anche l’altra volta?
— Bicarbonato, dottore — disse l’oste, di fondo alla bottega dove era andato a preparargli il solito bicchiere di vino.
— No, Gianni. Ci corre poco perchè finisce in ato anche quella; ma bicarbonato non è dicerto.
— Precipitato?
— Neanche.
— Sublimato?
— Nemmeno.

Qui nacque una discussione animata fra l’oste, la donna e il medico, il quale si ricordò finalmente che era salicilato. Bevve allora più contento il suo bravo bicchier di vino a digiuno, e poi, lui e il cavallo, acclamati come veri benemeriti della salute pubblica, si allontanarono fra lo scatenìo del suo trespolo sgangherato, in mezzo a una nuvola di tafani e di polvere.

Gosto, è superfluo dirlo, si ristabilì perfettamente in una quindicina di giorni; e ora, prima Dio eppoi il dottor Prospero, ha già ricominciato a dare certe legnate alla moglie, che anche lei non fa altro che dire di quella gran bella salute.

( Renato Fucini, Tipi che spariscono, tratto da “All’aria aperta”, 1897 )

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  1. Come avevo previsto!🙂 Un po ‘di aspirina e via!

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