Renato Fucini, La fonte di Pietrarsa – 1/5


 

La fonte di Pietrarsa - Pagina 3
Illustrazione tratta dalla pagina 3 di “All’aria aperta” di Renato Fucini – 1897

Lo riconobbi da lontano. Lo riconobbi dal suo cavallino bianco. tanto fido e trottatore, e dall’arsenale di pertiche, di biffe e di altri arnesi del mestiere che lui, ingegnere del Comune, si affastellava sul barroccino tutte le volte che aveva da battere la campagna per affari della sua professione.

Quando mi fu vicino gli feci un cenno con la mano, e lui rallentò il trotto e si fermò per il saluto e per la chiacchierata indispensabile quando due persone di conoscenza s’incontrano su per i monti, in mezzo ai boschi e in luoghi solitari.
— Lei torna dalla strada nuova dell’Acquaviva !
— No. Vengo da Pietrarsa dove mi son trattenuto due giorni per quella benedetta fonte….
— Ah, a proposito! Siamo ancora a nulla?
— Sì; finalmente è tutto sistemato: livellazioni, espropriazioni, permesso della Provincia…. è fatto tutto; ho sfilato i fondamenti, ho dato gli ordini all’accollatario, e lunedì, salvo che ce lo impedisca la stagione, si mette mano al lavoro.
— E lei, ingegnere, ci crede proprio! Crede proprio sul serio che la fontana sarà fatta?
— Per bacco! Che impedimenti vuole che saltino fuori al punto nel quale siamo?
— Si vede che lei, caro ingegnere, mi scusi, veh! si vede che lei non conosce ancora bene che panni vestono i buoni villici di questi poggi remoti.
— Ma, abbia pazienza, cotesto è un pessimismo….
— Ebbe’; oggi siamo agli otto di marzo. Scommettiamo che fra un anno il primo mattone della fontana non è stato ancora murato.
— Le rubo la scommessa; ma scommetto.
— Che cosa scommettiamo!
— Una bella pipa di radica di scopa.
— Va bene; va bene la pipa di scopa.
— Il dì otto di marzo.
— Il dì otto di marzo. Siamo d’accordo; ma è una pipa rubata.
— Sarà quel che sarà. Dì otto di marzo.
— Pipa di radica.

E stipulammo il contratto con una risata e una stretta di mano.
— E lei si trattiene molto quassù?
— No; forse un paio di giorni. Giovedì sera sarò di ritorno a casa. Anzi, ingegnere, lei potrebbe farmi un gran favore. Se stasera vede il mio fratello, mi faccia il piacere di dirgli che quella ricevuta, che ho cercato tanto stamani prima di partire, la troverà di certo sotto a quel libro giallo nella cassetta a destra della scrivania.
— Lei sarà servito puntualmente. Dunque ?….
— Il dì otto di marzo!
— Il dì otto di marzo! A rivederci, e buona passeggiata.
— Salute, ingegnere. E si ricordi di quella ricevuta, e….
— E della pipa di radica!

[…]

 

( Renato Fucini, La fonte di Pietrarsa, tratto da “All’aria aperta”, 1897 )

 

 

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