Renato Fucini, La fonte di Pietrarsa – 4/5


La fonte di Pietrarsa - pagina 11
Illustrazione tratta dalla pagina 11 di “All’aria aperta” di Renato Fucini – 1897

[…]

Passavano i mesi. E in quel tempo io vedevo spesso alla sfuggita l’ingegnere, il quale, quando poteva farlo senza dar nell’occhio, scantonava e mi scansava come un creditore molesto.

Intanto a Pietrarsa gli affari andavano di male in peggio. Il Consiglio comunale deliberò, e la Prefettura approvò, che la fontana fosse costruita sulla piazzetta delle rimesse, riconoscendo quello il luogo più adatto per il comodo della popolazione. Ma allora quelli del centro e della chiesa ripeterono le solite scenate, e tutto fu nuovamente sospeso e accomodato con una gran bastonatura all’accollatario, il quale questa volta si dovè mettere a letto e uscirne dopo un mese per andare, tutto fasciato, al debà.

Andai per curiosità alla prima seduta del tribunale, dove trovai l’ingegnere chiamatovi come testimone; e allora non potè nè scantonare nè scansarmi.

Era indemoniato. — Venti disegni, questi assassini! cento viaggi m’avranno fatto fare questi malfattori! e nessuno paga gli straordinari! M’hanno rovinato tutti gli strumenti, ho dovuto vendere il mi’ povero cavallino e son vivo per miracolo! Ma oggi mi vendico! Ma oggi mi vendico, dovessi anche rimetterci la paga, la reputazione e la pelle! Oggi mi vendico!

Cercai di calmarlo, ma fu inutile. Smanacciando e sbatacchiandosi il cappello nelle ginocchia, mi lasciò per entrare nella stanza dei testimoni, dicendomi di sull’uscio:
— Lei avrà la pipa; ma con questa canaglia oggi mi vendico!

Come si svolgesse il processo non lo so, perchè gli affari m’impedirono di tenerci dietro; ma so che ci furono tre condannati: Il sor Girolamo a quindici giorni di carcere per ingiurie al pubblico dalla finestra; l’accollatario a quattro settimane per eccesso di difesa, e l’ingegnere a trecento lire di multa per contravvenzione alla legge sul bollo.

— Ma perchè, santo Dio! — osservò un ombrellaio ambulante, chiacchierando una sera nel caffè, — perchè non vi mettete d’accordo e costruite, invece d’una sola fontana dispendiosa, tre modeste fontanelle nei tre punti contrastati del paese ?!

La fece bona!  — Sperperare a quel modo i quattrini del pubblico quando una fontana sola bastava! Eppoi perché disonorare Pietrarsa con tre indecenti pioli di sasso quando ci sono i mezzi per averne una di marmo coi delfini, coi leoni e ogni cosa? Voi non siete nativo di questi posti, e vi si compatisce.

In quel momento, la cascata, presa da un’improvvisa onda di vento, mandò uno strepito gaio come scoppio di risa d’una moltitudine lontana.

[…]

 

( Renato Fucini, La fonte di Pietrarsa, tratto da “All’aria aperta”, 1897 )

 

 

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