Eugenio Müntz, Firenze – Palazzo Pazzi


Firenze - Palazzo Pazzi

I ricordi storici abbondano in quest’ angolo di Firenze: qui sorgevano o sorgono ancora i palazzi degli Albizzi , dei Pazzi , degli Altoviti , che hanno avuto una parte così brillante negli annali della Repubblica fiorentina, specialmente come avversari dei Medici. Più d’una di tali dimore forma nel medesimo tempo un’opera d’arte nella più completa estensione del termine. Vedete un po’ al numero 12 il magnifico Palazzo non finito cominciato nel 1592 da Buontalenti, per uno Strozzi, che non riuscì a condurre a termine i lavori: è oggi sede dell’amministrazione centrale del telegrafo.

Presso a questo c’ è il palazzo Pazzi o Quaratesi , uno dei più nobili edifizi di Firenze, il cui disegno fu attribuito sino a questi ultimi anni a Brunellesco (in realtà la costruzione è posteriore alla morte del maestro). Un pianterreno rustico, due piani di nove finestre, 1′ uno sulla facciata, poi al disopra una fila d’ aperture circolari, una specie di cornice, dominata, schiacciata, dovrei dire, dal tetto sporgente: questo in quanto alla disposizione generale. Ma quanti modelli interessanti, senza parlare delle forinole d’arte !

Qui al pianterreno le finestre dalle inferriate simili a quelle delle prigioni ; gli anelli destinati a sostenere le torce , poi la cantina ove il proprietario spacciava il vino e l’olio ; là le belle file di finestre bifore coi delfini che figurano nello stemma dei Pazzi e che formano quasi il tema dell’ornamentazione del palazzo. Il cortile, nonostante i suoi archi murati, produce un’impressione di nobiltà e di armonia : la proporzione delle colonne e dei pilastri, l’eleganza dei capitelli, su cui sono scolpiti dei delfini, la scelta così originale di nicchie circolari destinate a contenere dei busti, rivelano l’intervento d’un eminente architetto, a quanto dicesi, cioè di Giuliano da Majano.

Memorie lugubri si collegano a tale dimora : qui abitava Jacopo dei Pazzi, il fautore della cospirazione che porta il suo nome (1478), e che costò la vita a Giuliano dei Medici. Era, afferma Poliziano, un giuocatore, un bestemmiatore, d’un insopportabile orgoglio, che si distingueva contemporaneamente per la sua estrema avarizia, e pel desiderio non meno vivo di dissipare il patrimonio. Egli rovinò completamente, aggiunge Poliziano, il bel palazzo lasciatogli dal padre tentando di rinnovarlo ( forse i lavori si limitarono nell’interno ? ) : ad ogni istante egli faceva venire degli operai, ma senza mai pagarli integralmente, ingannando persino quei disgraziati che vivevano delle loro fatiche e compensandoli talora con della carne secca e guasta. E’ noto come la folla, indignata per l’assassinio di Giuliano dei Medici, abbia poi linciato Jacopo dei Pazzi, coi suoi complici, come abbia trascinato il suo cadavere innanzi al palazzo rompendogli quivi la testa contro il portone.

Oggidì il palazzo dei Pazzi è ben decaduto dalla sua grandezza: al tempo del mio ultimo viaggio a Firenze, esso era occupato da un sarto, da un litografo e da una compagnia d’assicurazioni !

[…]

( Eugenio Müntz, brano tratto da “Firenze e la Toscana”, Fratelli Treves Editori, 1899 )

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  1. Sembra palazzo Recordati a Correggio. La facciata abbellita dai motorini delle Poste.

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