Eugenio Müntz, Firenze – Il giardino di Boboli


Firenze - Giardino Boboli
Firenze – Giardino Boboli – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di E.Muntz – 1899 – Fratelli Treves Editori

Il palazzo Pitti possiede un giardino che è il più vasto e più bello di Firenze, il giardino Boboli (il nome gli proviene dalla collina su cui si stende). Se altrove il Rinascimento ha posto la sua impronta sui monumenti in pietra, qui ha conformata al suo gusto la stessa natura — alberi, siepi, aiuole — dandole sin dal regno dei primi Medici il carattere che conserva già da tre secoli.

Penetrando nel giardino Boboli dal lato della Porta Romana (porta senz’alcun carattere, fiancheggiata da due leoni coricati) scorgiamo anzitutto le costruzioni del palazzo, circondate da una selva di camini. Sopra un verde tappeto saltellano i polli. Sono le tre: le campane d’ una chiesa vicina suonano il vespro; una salita conduce al palazzo, innanzi al quale si stende un ampio cortile nudo, coll’unico ornamento cioè di una gigantesca vasca di marmo a teste di leone, in cui starebbe comodamente una intera famiglia. — Degne di nota pure alcune statue, e un Pegaso. Sin qui tutto di una estrema severità.

I viali, cosparsi di ghiaia, si stendono a perdita d’occhio tra siepi di lauri, vere foreste (qualcuna misura cinque o sei metri d’altezza), tagliate e uguagliate: più avanti esse sono costeggiate da cipressi o da verdi querce. In faccia, sulla collinetta, Bellosguardo, in fondo la torre Torrigiani; a destra l’insuperabile panorama di Firenze. Attraverso i rami di queste foreste vergini si scopre il campanile del Palazzo Vecchio, e un estremo lembo di Fiesole.

Si comprende subito che il giardino Boboli non è affatto il giardino italiano dagli eleganti disegni, il giardino a salite ed a terrazze, in una parola non è il giardino architettonico come quelli di Tivoli e di Frascati. Queste siepi di lauri secolari, ove regna il silenzio più profondo, quest’esuberante vegetazione che cresce liberamente formano davvero il fondo quale poteva sognarlo Luca Pitti pel suo palazzo così originale e così strano tra tutti.

Gli splendori della natura qui fanno dimenticare le meraviglie dell’arte. Eppure anche questa v’occupa il posto che le spettava di diritto in ogni creazione dei Medici: una grotta monumentale adorna di alcune delle statue di Schiavi che Michelangelo destinava alla tomba di Giulio II, bacini, vasche, colonne, obelischi egiziani, provenienti dalla villa dei Medici a Roma, gruppi e statue di Gianbologna, di Stoldo Lorenzo, ecc.

[…]

 

( Eugenio Müntz, brano tratto da “Firenze e la Toscana”, Fratelli Treves Editori, 1899 )

Firenze - Grotta del Giardino Boboli
Firenze – Giardino Boboli – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di E.Muntz – 1899 – Fratelli Treves Editori

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