Arnaldo Bonaventura, Coreglia Antelminelli 4 – I Figurinai


Figurinai 2
Figurinai – Immagine tratta da “Come eravamo – Lucca” – Edito Il Tirreno

Se l’arte di formare in gesso è diffusa nella maggior parte dei paesetti del territorio lucchese, essa ebbe peraltro le origini sue e il suo maggiore sviluppo in Coreglia.

Pensa il Pierotti che le figurazioni simboliche sui frontoni delle chiese, gli angeletti preganti sui tabernacoli e sulle urne per gli olii santi, le fonti battesimali .scolpite con figure di re e di guerrieri, di papi e di martiri, i capitelli aggraziati in tutte le forme più varie e più singolari, le terre vetrinate robbiane che nelle chiese dei paeselli più umili gettano un sorriso di cieli azzurri e di figure bianche fra le colonne marmoree degli antichi altari, sieno stati pei figurinai una scuola perenne di sentimento d’arte e di visioni poetiche.

Lo stesso scrittore riferisce un suo colloquio col nestore dei figurinai di Coreglia, dal quale resulta che l’arte del formare in gesso esiste in quel paese da due o tre secoli e che fu trovata — secondo la tradizione — da un frate, per caso.

Questo frate tentava di restaurare alla meglio, con un po’ di gesso, una figura robbiana della chiesa, quando il gesso, cadendo, andò a posare sulla faccia di un piccolo Crocifisso, disteso sopra l’altare. Quando il frate andò a riprendere il gesso, lo trovò secco e, con sua grande meraviglia vide, dopo averlo staccato, che vi era rimasta una impronta nitidissima del volto di Gesù Cristo. Cosi si sarebbe trovata l’arte del formare in gesso, arte che a Coreglia si diffuse ben presto e andò a mano a mano perfezionandosi.

Si cominciò, come comportavano l’indole dei tempi e il desiderio degli acquirenti, dalla riproduzione di soggetti sacri o allegorici: poi si passò ai busti di sovrani e di uomini illustri: finalmente ai monumenti e alle opere d’arte, non senza trascurare, per il pubblico minuto e volgare, le figurine dozzinali di uomini, donne e animali…  specialmente di animali; onde il Fucini poteva ricordare, nel noto sonetto :

…. l’amio di Lucca che fa’ gatti
(li fa cor gesso, creda da sbagliassi !)

Del resto, i figurinai si dedicano anche alle decorazioni in gesso ; e quelle, ad esempio, dei padiglioni che figuravano all’esposizione di Chicago erano tutte opera loro. Taluno di essi ebbe realmente valore d’artista: e si ricorda quel Pier Angelo Sarti che fu ammirato dal Canova e che, nominato dal governo inglese formatore del British Museum, formò in gesso tutte le sculture del Partenone e ne presentò, sempre per incarico del governo, la riproduzione a Luigi Filippo. Il Sarti fu pure poeta ed ebbe l’amicizia del Foscolo.

 

( Arnaldo Bonaventura, I Bagni di Lucca, Coreglia e Barga – Istituto Italiano d’arti grafiche Editore, 1914 )

 

 

 

2 Comments Add yours

  1. fulvialuna1 scrive:

    Interessante! Mi devo documentare sui figurinai, sono appassionata dai “mestieri” di una volta, delle loro definizioni.

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  2. Miss Precisetti scrive:

    Gran bel pezzo, bravi 😊

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