Girolamo Mancini, Cortona 4 – Chiesa di S.Francesco


Cortona - Chiesa S.Francesco - immagine tratta dal libro “Cortona, Montecchio e Castiglione Fiorentino” di G.Manccin– Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909
Cortona – Chiesa S.Francesco – immagine tratta dal libro “Cortona, Montecchio e Castiglione Fiorentino” di G.Manccin– Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909

La chiesa di S. Francesco, con grande arditezza principiata a murare nel 1245 in luogo scosceso, ha le muraglie esterne uguali a quelle del palazzo del Popolo sorto quasi contemporaneamente. L’innalzò il notissimo frat’ Elia generale dei Minori, nativo di Cortona, per quanto alcuni lo pretendano venuto altrove alla luce. II tempio ha la forma tipica delle più antiche chiese francescane, ed è rettangolare, come le cappelle della testata; la centrale più ampia, e tutte tre con gli archi anteriori acuti e le volte a crociera sotto il tetto, mentre questo nel corpo della chiesa è sostenuto da cavalloni scoperti. Le sciagurate modificazioni all’interno del tempio, fatte nel secolo XVI, n’alterarono il carattere primitivo rimasto all’esterno quasi intatto.

Il medesimo frat’ Elia, uomo d’ elettissima intelligenza, ed esperto ne’ negozi mondani, andato a Costantinopoli nunzio dell’ imperatore Federigo II, ricevè in dono dal monarca greco cospicui frammenti della Croce dove morì il Salvatore, incastrati in un pezzo d’avorio rettangolare ed opistografo, cioè scritto e figurato sulle due facce.

Il prezioso cimelio dell’arte bizantina rimonta al secolo X dell’era volgare, ed ha speciale importanza tanto per la vetustà e singolarità dell’opera, quanto per la prestanza delle figure. Per custodire degnamente la reliquia, i nostri avi del secolo XVI collocarono l’avorio dentro cornice d’ebano decorata da graziosi rosoncini in argento, e commisero una base di metallo fregiata da statuine, colonnette, capitelli ed altri guarnimenti. Assunse l’opera Cesarino di Francesco, denominato il Roscetto, ma dopo dilazioni e controversie l’orefice perugino, tanto valente e facile a promettere quanto rissoso e mancatore di parola, morì nel 1528, un ventennio dopo ricevuto il metallo e larghe anticipazioni in danaro, lasciando l’opera imperfetta. Egli aveva consegnate otto statuine, due scenette, e 32 fregi, il tutto in argento.

La cornice coi rosoncini trovasi nell’Accademia Etrusca, meno qualche statuetta impiegata sul nuovo piedistallo, distrussero nel secolo XVII gli altri ornamenti di mano del Roscetto, rinnovando la base secondo il gusto barocco allora prevalente, del quale dà saggio la cornice che inquadra l’avorio bizantino.

( Girolamo Mancini, brano tratto da “Cortona, Montecchio e Castiglione Fiorentino” – Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909 )

 

Cortona - Chiesa S.Francesco - Avorio greco - immagine tratta dal libro “Cortona, Montecchio e Castiglione Fiorentino” di G.Manccin– Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909
Cortona – Chiesa S.Francesco – avorio greco – immagine tratta dal libro “Cortona, Montecchio e Castiglione Fiorentino” di G.Manccin– Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909

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