Francesco Fontani, Firenze – Santa Maria Novella


Firenze - La piazza di Santa Maria Novella - immagine tratta da Firenze e la Toscana di E.Muntz - 1899 - Fratelli Treves Editori
Firenze – La piazza di Santa Maria Novella – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di E.Muntz – 1899 – Fratelli Treves Editori

Non erano per anche richiamate a nuova vita le Belle Arti, e sulle tracce dei Greci e de’ Romani non avea ristabilita nell’esatte sue regole l’Architettura il Brunellesco, quando fu eretta la nobile e grandiosa Chiesa che dà il nome alla Piazza di cui parliamo, e della quale essa forma il minor lato verso il punto di Tramontana.

Fu dato principio a si magnifico edifizio il dì di S. Lucia del 1278, col gettarsi la prima pietra dal Cardinale degl’Orsini, Legato del Pontefice Niccolò III, appresso ad un antico minore Tempio, detto S. Maria tra le Vigne, e fino dal 1221 conceduto già ai Domenicani, i quali prima avevano avuto ricetto dai Fiorentini in Ripoli, fuori della Città, e di lì a non molto nello Spedale di S. Pancrazio. Quantunque l’edifizio conservi molto della Gotica maniera , naturale difetto del tempo, pure in quel genere è di tal simmetria e vaghezza, che meritò l’attenzione e le lodi del principale ristoratore dell’Arti, il divino Buonarroti.

Il Bocchi così ci ragguaglia dei pregi di essa :

“Son divisate le tre Navi di questa Chiesa con molto accorgimento, ed i Pilastri con le Colonne , l’ uno dall’altro per tanto spazio sono lontani, che per le sacre bisogne gran comodezza è data altrui. E comecché , come avviene sovente nelle festività , gran moltitudine di gente ci si aduni ( perocché è fatto agiato e comodo il piano dell’ edifizio a maraviglia ) senza noja tuttavia si va innanzi e indietro con grande agevolezza. Sono le volte che posano su’ pilastri, capacissime d’aria, la quale per lo mezzo delle finestre poste a’ luoghi opportuni illuminata, oltre che mostra la bellezza della Chiesa , rende il vaso di quella appresso in tanto luminoso, che non pare che né leggiadrìa più comoda, né comodezza più vaga possa l’occhio desiderare. La Croce poscia, ed in testa la Tribuna co’ particolari artifizj, commendati dagli artefici, rispondono così bene ad una isquisita bellezza, che chi è intendente, di ammirare questo edifizio, e di lodarlo in ogni parte non puote saziarsi.”

 

 

( Francesco Fontani, brano tratto da “Viaggio pittorico della Toscana – Vol. 1” – Firenze per Vincenzo Batelli e Comp., 1827 )

 

 

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