Francesco Fontani, Veduta di Pietrasanta


Pietrasanta - 2012 10 24 - 020
Pietrasanta

Porzione dell’antica Liguria Apuana è certamente quella parte della Toscana Granducale, che appellasi oggi Capitanato di Pietrasanta , e nei tempi di mezzo si chiamò Versilia , perché quasi Valle formata dal corso d’un fiume di cotal nome. I primi abitatori di questi luoghi erano feroci di natura, selvaggi, ed usati a vivere di furto e di rapine, onde bene spesso infestavano le adiacenti campagne degli Etruschi, e dei Galli, e facevano su gli uni, e su gli altri dei continui saccheggi.

Più che la forza valse contro di essi un tratto della più fina politica, poiché trasportati di qua, e mandati verso la Puglia, paese ampio e fertile, raddolcirono alquanto la nativa loro fierezza, ed appoco appoco si appiacevoliron ne’ modi.  Da Lucca e da Luni sembra che da quel tempo in poi ne derivasse la successiva popolazione, la quale abitò questi luoghi nel progresso dei tempi; ma dappoiché essi vennero in potere dei Romani, fino al Secolo X non si ha memoria alcuna del loro stato e vicende.

I Conti di Corvara e Vallecchia, originari probabilmente da alcuna delle tante Longobarde famiglie che si stabilirono in Italia, e per quanto sembra, Consorti degli Estensi, sono i primi a trovarsi nominati come padroni di questa Provincia in quell’età, ma non fu gran fatto di lunga durata il loro possesso, poiché tra per la troppo minuta suddivisione d’un piccolo stato alla maniera Longobardica, e le vicendevoli discordie fra d’essi, perderono presto ogni loro dominio.

Dalle di costoro disgrazie adunque se non il suo primo principio (siccome alcuni pretendono) ebbe certo il suo massimo aumento nel 1255 la vaga, e considerabile Terra di Pietrasanta, che quasi più con aria di Città che di Castello vedesi fabbricata sull’ultime radici di un Monte diramato da quello di Vallecchia.  Ella è  situata sull’antica strada militare : la montagna che le rimane dietro la difende dai venti settentrionali, ed al mezzogiorno ha davanti a se una lunga striscia di pianura che confina col mare, cui è molto vicina.

Grande è la di lei estensione, larghe e diritte sono le sue strade, condotte tutte con ottimo selciato, belle comunemente e comode le case, che dalla loro struttura possono arguirsi per lo più edificate con gusto nei Secoli XIV e XV, ampia è la piazza ed ornata, le Chiese grandi e magnifiche.

La principale di queste che ha il titolo di Prepositura, ed è dedicata a S. Martino, è la più grande d’ogni altra, e fu fabbricata con ordine di buona Architettura nel 1350. La facciata di lei è tutta di marmo bianco con diversi Bassirilievi di non spregevole lavoro, esprimenti fatti allusivi alla vita del Santo Tutelare. Nell’interno è condotta a tre Navate sostenute da otto grandi Colonne intiere , e da quattro mezze di una Breccia Persichina, che partecipa della natura di mistio, di macchia trita con del rosso cupo, di sorprendente bellezza. Pare che la Versilia, ricca di simili cave, abbia somministrati così ragguardevoli pezzi, e sarebbe oggetto di non piccola utilità il rintracciarne i filoni. Vi ha un antico Battistero ottagono di marmo bianco tutto scolpito a Bassirilievi con molta eleganza, ma si servono quotidianamente d’un altro, che è più piccolo e più moderno. Il Campanile è formato da una bella Torre quadrata con comoda scala a chiocciola, benissimo intesa per giungere fino al più alto del medesimo.

 

 

( Francesco Fontani, brano tratto da “Viaggio pittorico della Toscana – Vol. 2” – Firenze per Vincenzo Batelli e Comp., 1827 )

 

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