Ferrigni Pietro F.L.C. – Al Benigno Lettore del Libro “Su e giù per Firenze”


Firenze - Veduta dal Giardino delle Rose con Sculture di Folon
Firenze – Veduta dal Giardino delle Rose con Sculture di Folon

Gli storici e gli archeologi insigni che fra la polvere delle biblioteche cercano le fedi di battesimo dei popoli e delle nazioni, non si sono ancora trovati d’ accordo intorno alle origini della città di Firenze. Furono essi pelasgi, etruschi, o romani que’ nostri arcavoli che primi piantaron le tende sulle rive dell’Arno?… Questo, per adesso, non s’è potuto sapere, ma in compenso abbiamo la consolazione d’ignorare affatto 1’epoca, magari approssimativa, della fondazione della città. Si legge nel libro secondo dei Paralipomeni….
” Scusate, Yorick, abbiate pazienza. Che avete intenzione di durare un pezzo?… ”
” Sarebbe a dire ? ”
” Sarebbe a dire che i Paralipomeni m’hanno bell’e rotto, con rispetto parlando, l’incantesimo; preferisco piantarvi qui su due piedi….”
” No, scusi, venga qua, stia a sentire….”
” È meglio che me ne vada. Tanto, benché l’abbiate presa cosi larga, ho già capito dove volete andare a parare. ”
” Ecco, le dirò, io….”
” Voi avete scritto un volume delle vostre solite corbellerie, e pretendete ch’io lo legga….”
” Precisamente….”
” Facciamo a parlarci chiaro…. Che me lo regalate?…”
” Questo poi….”
” E allora, se volete che lo compri e lo paghi, ho paura che butterete via quel po’ di fiato. I quattrini, a questi lumi di luna, son cari assaettati. Posso capire, fino a un certo punto, che voi facciate dei libri…. è una malattia come un’altra; ma la convenienza per me di comprarli io non ce la so vedere.”
” Perdoni. Lei converrà meco….”
” Non convengo di nulla. Fra me e voi non c’è mai stato nessuna comunanza di opinioni.”
” Questo può essere. Ma per quanto io e lei la pensiamo diversamente intorno alle faccende politiche, per grande che sia la distanza che ci divide in materia di antropologia e di metafisica un po’ più, un po’ meno trascendentale… pure sono sicuro che in una cosa almeno ci dobbiamo trovare d’ accordo.”
” La vedo difficilina. ”
” Lei non mi vorrà negare che oggi è caldo.”
” Son troppo educato per dare una mentita al termometro.”
” E poi, che sugo ci sarebbe a negare l’evidenza ? Lei è già in un mar di sudore solamente per lo sforzo di tener dietro al mio ragionamento; lei ha appena tanto fiato che basti per dimenarsi un ventaglio vicino alla faccia ; lei smania, lei non trova posa sulla poltrona…. In questo momento se qualcuno le proponesse di fare un giro per le strade di Firenze….”
” La piglierei per una mancanza di rispetto.”
” Dunque dia retta a me. Si stenda meglio che può in posizione orizzontale, spalanchi gli usci a tutte le correnti d’aria, abbassi lo stoino alla finestra, e si provveda d’un libro leggiero….”
” E si torna li !…”
“….che lo meni a spasso senza durar fatica. Il mio è un volume che le risparmia le scarpe, e costa meno d’ una carrettella. Un libriciattolo senza pretensioni, poco imbottito d’idee, piuttosto vuoto che pieno, è il miglior compagno per la fiaccona dell’estate. Si legge a centellini, fra un sorso e l’altro di qualche cosa da bere, senza paura di perdere il filo perchè a ogni modo il senso corre a cominciare da qualunque punto e da capo. Se sul più bello d’una descrizione vien fatto di stiacciarci un sonnellino, non c’è nulla che patisca. Per l’ombra silente delle inconscie visioni vagano leggiere leggiere, come bolle di sapone, le ideuccie soporifere scappate fuori dalla breve paginetta, e procurano al cervello il benefizio d’un sogno piacevole e rinfrescante. Il panorama di Firenze si disegna innanzi agli occhi chiusi. L’onda dell’ Arno, che rumoreggia alla Pescaia, canta la ninna nanna al dormente beato ; e i venticelli che muovono dalla pendice di Monte Murello, e i rami dondolanti de’ platani delle Cascine scacciano le mosche e le zanzare….”
” Voi, Yorick, fate assegnamento sul caldo….”
” No signore, mi maraviglio, non son capace di profittare della sua posizione. Guardi, le voglio concedere per un momento che l’estate sia finita. Mettiamo magari che faccia freddo, e accendiamo la stufa….”
” No, per carità.”
” Una stufa ipotetica, a comodo di discussione. Quando si tratta di farle piacere son pronto a qualunque sacrifizio. Dunque è freddo. Fuori dell’uscio la tramontana fischia come un abbuonato del teatro Niccolini. Piove a brocche…. le doccionate fanno la guerra agli ombrelli, e le fogne rigurgitanti compromettono le cuciture degli stivali. Lei si è tappato in casa (come una persona ammodo che ha paura d’impillaccherarsi), a tu per tu colla moglie, con cui è impossibile imbastire un dialogo purchessia, visto che moglie e marito sono una persona sola. Siete lì in salotto, per tutta una serata che non finisce mai, a guardarvi come due cani di gesso sui pilastri d’ un cancello di giardino. Allora sì che fa comodo avere un libro sotto mano che vi aiuti a trovare l’ora di cena !… E Yorick capita lì sul tavolino, come un gatto che faccia le fusa, vi saluta, vi piglia per la mano, e senza levarvi dal vostro posto, al cantuccio del fuoco, vi mena a zonzo su e giù per Firenze, vi introduce pei caffè e per le osterie, pei camaldoli e pei mercati, pei teatri e per le chiese, per le passeggiate e pei crocicchi ; vi rammenta i bei tempi passati, vi richiama a memoria le feste della beneficenza paesana, vi sussurra all’orecchio i nomi delle belle signore, fa chiacchierare apposta per voi il becero e la ciana, il prete scagnozzo e l’impiegatuccio loquace, il bottegaio e la casigliana, il tavoleggiante della birreria e il ragazzo del parrucchiere. Il suo libro è una specie di lanterna magica che vi trastulla colle vedute, e vi riscalda col lume. Forse anche…. chi sa…. qualche volta vi chiamerà un sorrisetto sul labbro ; qualche altra vi evocherà un sospiro dal cuore, e di tanto in tanto, colla scusa di solleticare la vostra curiosità o di suscitare il vostro buon umore, vi farà entrare nel cervello qualche idea sana, qualche riflessione opportuna, un po’ di compassione per chi sbaglia, un po’ di pietà per chi soffre, un po’ d’ interesse per chi combatte la battaglia della vita….”
” Certo, veduta la cosa da questo lato….”
” O da che lato, scusi, la vorrebbe vedere?… Chi scrive dei libri lo fa per trovar poi della gente che li legga. Anzi, mi stia a sentire, si provi intanto a scorrere le pagine di questo volume, e poi, se ci piglia gusto, lasci fare a me…. Per contentar lei, creda, son uomo da buttarmi nel fuoco !…

 

( Ferrigni Pietro F.L.C. , brano tratto dal libro “Su e giù per Firenze – Monografia Fiorentina” , G.Barbera Editore, Firenze, 1877 )

 

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