Ferrigni Pietro F.L.C. – Firenze – Le Cascine -2


Firenze - Panorama

Fu un tempo in cui la deliziosa passeggiata fiorentina, divisa per lungo tratto dal primo cerchio delle mura, vide i rozzi fuorusciti di Fiesole, vestiti di pelli scoperte, sudare sulla gleba e gettare nei solchi il seme delle mèssi sperate. Poi la vasta campagna si coprì di case; le mura della città allargandosi successivamente, le vennero incontro; e le abitazioni nascoste nella solitudine dei campi e nel tranquillo silenzio dei boschi, accolsero i segreti convegni dei faziosi cospiratori della Repubblica ; e Guelfi e Ghibellini, e Bianchi e Neri, e Piagnoni e Arrabbiati, strinsero più di un patto di sangue all’ombra dei giovani lecci e delle querce recenti.  Più tardi ancora, lungo la ridente sponda del fiume, vagarono le coppie innamorate all’ allegro stormire delle fronde dei pioppi e dei larici, e l’astuto Mondragone vegliò colla daga in pugno a proteggere i vagabondi amori di Francesco e della Bianca Cappello fuggenti i gelosi furori dell’ingannato consorte e i sospetti della moglie tradita.

Poi fu luogo di cacce riservate ai duchi della Toscana. Imboscato il terreno, cresciute cogli anni le piante, spariti i campi sotto l’ invadente vegetazione degli sterpi, dei pruni, delle felci e delle stipe, le volpi fecero il covo nel più folto della macchia, i cignali segnarono col dente la scorza degli olmi e degli ontani, i cervi velocissimi si sfidarono al corso pei viali tracciati nel cupo orrore del bosco, e le timide damme fuggirono a nascondere i cerbiatti nei recessi più inesplorati e lontani. Allora la selva risuonò dell’ allegro squillare dei corni, e del latrare ostinato dei cani ; e le liete brigate dei cacciatori, montando rapidissimi cavalli, si slanciarono dietro alle mute per giungere in tempo all’ ultimo hallali….

Oggi la selvaggina è sparita, le bestie che vagano sotto i boschetti delle Cascine sono tutte bestie domestiche, paurose soltanto di non incontrare un cacciatore, e i cani randagi che spulezzano via con la coda tra le gambe, guardando coll’ occhio bieco le guardie municipali, son cani possidenti, inscritti all’albo dell’ufficio d’anagrafe, paganti le loro brave imposizioni. […]

 

( Ferrigni Pietro F.L.C. , brano tratto dal libro “Su e giù per Firenze – Monografia Fiorentina” , G.Barbera Editore, Firenze, 1877 )

 

One Comment Add yours

  1. Antonella Sacco scrive:

    L’ha ribloggato su Antonella Saccoe ha commentato:
    Adesso ho potuto vedere nel parco delle Cascine vari tipi di uccelli, inclusi dei pappagalli che evidentemente si sono adattati al clima; e scoiattoli.

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