Ferrigni Pietro F.L.C. – Firenze – Il viale dei Colli – Primo tratto -3


Firenze - 20160617_001

Ecco, il Viale corre tortuoso, dolcemente salendo verso il Colle del Ronco, e scopre a sinistra la linea nereggiante delle vecchie mura fiorentine, dietro alle quali scaturiscono gli alberi secolari del giardino di Boboli ; poi si ripiega e s’avvia verso l’Imperialino, e fra le curve della lieve salita rinchiude un giardinetto elegante, tutto profumato di fiori, tutto ridente di folti cespugli, dove una miriade di bambini gira, salta, folleggia, giuoca alla racchetta, al cerchio, alla trottola, fa a rimpiatterello dietro ai gruppi di mortella e di lauro, e lascia tempo alle serve di barattare quattro parole coi cugini.

Dalle pareti della grotta artificiale, tutta vestita di muschi e di ellere vivaci, un filo d’acqua cade dolcemente gorgogliando nella vasca sottoposta, e sulla superficie del queto laghetto vagano le candide ninfèe, e stende il loto le larghe sue foglie. Su tutte le panchine circostanti siedono le balie, orgogliose dei fiocchi scarlatti e degli aurati spilloni che rivelano il sesso del neonato, e porgono alle avide labbra della generazione che cresce un seno che attira l’occhio della generazione che cala. Là si riposano, fumando tranquillamente la pipa, turbe di vecchi impiegati, di veterani, di uscieri e di custodi d’uffizii pubblici, che ciarlano gravemente di politica ; commentano le notizie di Germania e di Francia ; leggono i telegrammi della guerra d’Oriente; disegnano sul terreno, colla punta del bastone, una topografia tutta fantastica dei campi di battaglia; e rifanno cento volte la carta d’Europa. Qua passeggiano gruppi di coristi in disponibilità, di parrucchieri in aspettativa, di tavoleggianti da caffè, di comici e di merciai in vacanze, e raccontano sotto voce gli scandalucci del paese, le avventure galanti di gioventù, le angherie dell’ agente delle tasse, i misteri del Dazio-consumo, e finiscono chiedendo al cielo e agli uomini, per la salvezza d’ Italia, che uno di loro sia fatto ministro degli affari esteri prima che giunga a termine la settimana.

Più lungi stanno i drappelli delle donne attendenti a casa (stile dell’ufficio d’anagrafe municipale), occupate infatti a svelare i segreti del vicino e del casigliano ; i frequentatori della Corte d’ Assise, e i politicanti del caffè, che hanno sempre l’ opinione del giornale che hanno letto dopo pranzo, moderati oggi, socialisti domani, ma tutti d’ accordo a schiacciare il Ministro delle finanze sotto la prima macina cui si applicò il contatore, senza darsi nemmeno l’ incomodo di prender nota del numero dei giri occorrenti a ridurre in farina il povero Depretis.

[…]

 

( Ferrigni Pietro F.L.C. , brano tratto dal libro “Su e giù per Firenze – Monografia Fiorentina” , G.Barbera Editore, Firenze, 1877 )

 

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  1. fulvialuna1 scrive:

    Mi ripeto…le descrizioni in questi brani sono stupende.

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