Ferrigni Pietro F.L.C. – Firenze – Il viale dei Colli – Terzo tratto -1


Firenze - Basilica di San Miniato al Monte - 2015 - 07 - 09 - 2
Firenze – Basilica di San Miniato al Monte

Giudicando cosi a lume di naso si direbbe che 1′ amore e la religione vivono insieme come cani e gatti, che si fanno una guerra continua, crudele, accanita, finché uno de’ due uccide l’ altro…. e buona notte.

Ma non vi fidate delle apparenze. Certo la religione e l’amore non hanno mai celebrato legittime nozze, pure si acconciano spesso a una specie di commercio clandestino…. Davanti alla gente si danno del lei, poi scivolano volentieri al tu quando non li sente nessuno. L’ amore è una religione…. domandatelo agli innamorati. La religione è un amore…. domandatelo alle pinzochere!… Tutt’e due ci promettono il paradiso, ci fanno passare per il purgatorio, e ci minacciano l’ inferno !…

Queste idee mi brulicano nel cervello ora che son rimasto solo nel Piazzale Michelangelo, mentre, volgendo le spalle alla città, do un’ occhiata a San Miniato e un’ altra alla Bella villanella. Queste due chiese così belle di tanto diversa bellezza, edificate quassù in vetta alla più deliziosa collina del mondo, lontane dall’abitato, nascoste tra il verde cupo dei cipressi, mi fanno pensare al tempo in cui i frati Olivetani della basilica e le monache del Ceppo, del convento di San Benedetto a mezza costa, s’incontravano a pregare il Signore nelle solitarie cappelle della chiesetta del Cronaca. Era un terreno neutro, un luogo di riposo e di pace, dove la preghiera inspirandosi alla venusta semplicità del piccolo tempio, doveva proromper fuori dal petto con tutto l’ ardore dello zelo religioso, con tutta la dolce soavità d’un amoroso sospiro.

Povere monachelle, giulebbate in devozione, avvezze a non vedere e a non sapere nulla più dell’uffizio, della cappella o del padre confessore! Venne un giorno in cui tutte le campane, invece di suonare a compieta, rintoccarono paurosamente a martello; dalle vie della sottoposta città si levò un rumore indiavolato, grida, maledizioni, bestemmie, invocazioni a tutti i santi del paradiso: e tutto ad un tratto sulla porta della Bella villanella, invece della faccia vermiglia e mansueta del frate remissore delle peccata, comparve il volto abbronzito, l’ ispida barba, e lo sguardo fiammeggiante di Michelangelo ! Angeli e Ministri di grazia !… L’ artista brandiva, nella poderosa mano, un pesante martello di ferro, e si traeva dietro una turba di gente che agitava per aria una selva di picconi, di accette, di badili e di pali.

Il monastero di San Benedetto a mezza costa fu gettato a terra in un batter d’ occhio ; quei furibondi violarono i casti segreti delle celle e le dolci memorie del refettorio…. Le monachine fuggirono pei boschetti del colle, e contemplarono, facendosi il segno di croce, i frati di San Miniato, colla tonaca tirata su a cintola, sudare nell’opera de’ bastioni, trascinare le artiglierie, trasportare le polveri, apprestare gli archibugi, e chiudere in un cerchio di mura merlate l’orto, la basilica, il convento…. e i queti viali e le silenti navate della Bella villanella.
Profanazione dei luoghi consacrati dalla religione e dall’affetto…. dall’amore della fede, e dalla fede dell’ amore!… E tutto questo per resistere a un Papa, per tirare addosso a’ soldati militanti sotto l’insegna delle Sante Chiavi !… E que’ miscredenti speravano di vincere sotto pretesto che difendevano la libertà della patria!…
Vero è che non li spaventava punto neanco l’idea di morire…. ma intanto messer Michelangelo per dare il buon augurio a’ fratelli, scolpiva lassù nel macigno la statua della Vittoria alata, poi la incatenava al bastione, come per impedirle di volare a’ nemici.

È quella una bella pagina di storia, da leggersi con gusto e con profitto alla dolce penombra della navata della basilica : e la leggeremo insieme prima o poi, quando entreremo il cerchio delle antiche fortificazioni e andremo a visitare i morti che dormono nella pace del Signore all’ ombra del campanile diroccato.
[…]

 

 

( Ferrigni Pietro F.L.C. , brano tratto dal libro “Su e giù per Firenze – Monografia Fiorentina” , G.Barbera Editore, Firenze, 1877 )

 

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