Ferrigni Pietro F.L.C. – Firenze – Il viale dei Colli – Terzo tratto -4


firenze-wp_20160705_032

Di là s’innalza il fianco del monte ; gli ulivi protendono sulla balza il tronco tortuoso come per ispiare, curiosetti indiscreti, i passi del viandante; i salici lancian per aria, come un fuoco d’artifizio, il fascio delle vette rosseggianti ; l’ellera s’abbarbica sulle pietre; e la verbena selvaggia apre i pallidi fiorellini sulla proda scoscesa.

Più là fuggono i poggi, accavallandosi uno sull’altro, un presso l’altro ; il prato verdeggia, i vigneti si schierano in lunghe file sulla costa, le villette, le case coloniche, le capanne de’ guardiani riflettono gli ultimi raggi del sole che sparisce dietro la collina.

Ecco…. siam vicini alla città. Dal villaggio di Ricorboli escono in fretta le vispe fanciulle e i giovanotti che lasciarono pur ora la dura palestra del lavoro quotidiano.

Qui i sorrisetti bugiardamente pudichi si mutano in franche risate che fanno rimbombare gli echi del colle; i gesti castigati danno luogo all’ eloquenza un po’ chiassona della spinta, della gomitata…. e magari dello scapaccione e del pugno amichevole. La lingua diventa più ingenua ma anco più pettegola e sboccata ; lo stile si arricchisce d’ un’ infinità di metafore sconosciute alla rettorica del Soave ; il vocabolario piglia il tuono d’ un libro proibito ; lo spirito non punge, non graffia, ma arriva e fa un buco, e porta via il pezzo addirittura.

Ah! se fosse permesso ridire i motti che volan per aria come sassate, e le pronte risposte che l’uditorio saluta con uno scoppio di risa fragorose!

Zitti… un rumore di barrocci che stritolan la ghiaia, un mormorio di voci confuse, un suono d’improperii fra’ beceri che si contendono il passo…. siamo alla strada maestra, alla Barriera San Niccolò, nelle strette dell’ antico sobborgo ancora ingombro di macerie, di rottami, d’ imbarazzi delle recenti demolizioni. La passeggiata è finita, il Viale de’ Colli è sceso alla pianura.

Sapete voi che abbiamo percorso otto chilometri e cinquanta metri di cammino, e ci siam gingillati sopra una superficie di quarantaseimila metri quadri di giardinetti e di aiuole fiorite?

Sapete voi che tutto questo si è ottenuto con tre milioni e centocinquantamila lire, compreso un settecentomila lire di espropriazione ?

Avete mai pensato alla turba di operai che trovarono pane e lavoro sul Viale de’ Colli dove voi venite a cercare il fresco, il riposo, e il sollazzo?

Avete mai fatto il conto delle forze produttive messe in moto da quella somma di danaro, e dalla somma tanto più ingente impiegata nelle costruzioni private ?…

Avete mai volto la mente alle officine alimentate dalla concorrenza, ai trasporti moltiplicati, alle famiglie sollevate dalla miseria, ai possidenti cui aumentò il valore dei terreni?,..

Tre milioni e centocinquantamila lire !… Chi diavolo vi consiglia a piangerci sopra!… In che cosa avreste voluto meglio impiegarle?… A giuocare alla Borsa ?…

Oh ! la Borsa !… un sacchettino dove il danaro si conserva…. e un laberinto dove si butta via!…

 

 

( Ferrigni Pietro F.L.C. , brano tratto dal libro “Su e giù per Firenze – Monografia Fiorentina” , G.Barbera Editore, Firenze, 1877 )

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...