Mazzarosa Antonio – Lucca: giro per la città – S.Martino -2


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Lucca – Interno S.Martino – Immagine tratta dal libro “Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato” di A.Mazzarosa, 1843

Si entri in chiesa. Questo gran tempio della prima maniera cosi detta gotica, grave, maestosa, adattatissima alla dignità e al raccoglimento del culto cattolico, è a tre navi, a croce latina, con volte per tutto a crociera.

Nove sono i grandi archi per parte nella maggiore navata.  Questi archi girano sopra pilastri colossali terminati con una specie di capitelli fatti a fogliami. Le volte delle navi minori sono impostate immediatamente sugli archi : ma nella navata maggiore, essendo molto più alta, si è superiormente praticato un altr’ordine di archi tra il piano delle piccole volte e il tetto che le ricopre: donde viene che si alleggerisce all’occhio quel gran tratto di muro.

La gran nave prende il lume da occhi nelle mezze lune della volta, e le minori da cinque lunghi fìnestroni per parte corrispondenti al mezzo dei primi cinque arconi. La crociera è illuminata da finestre di forma moderna, che non accorda coll’altra. Vi sono dieci altari nelle due navate laterali, situati sotto ai fìnestroni, e cinque sono sulla linea del muro di cima in faccia compreso il maggiore ; dei quali i due estremi stanno chiusi in cappelle. Ogni linea perfettamente ricorre in tutta la fabbrica ; di modo che si vede una quiete un riposo nel tutto, mirabile per quel tempo. L’ edifizio è incrostato di marmo del paese e dentro e fuori.

Dopo data un’ occhiata alla chiesa dalla porta maggiore, e alle due belle pile di marmo per l’acqua santa che si congetturano fatte dal nostro scultore Matteo Civitali sul cadere del 1400, s’ incominci il giro dalla nave minore a destra, osservando :
Al primo altare la Natività di Nostro Signore, tela di Domenico Passignano.
Al secondo l’adorazione dei Magi, di Federigo Zuccari.
Al terzo l’ultima Cena, di Iacopo Robusti detto il Tintoretto. Questo quadro, fra qualche difetto di prospettiva, ha delle parti pregevolissime, e in quanto agli angeli sarebbe degno di Tiziano.
Al quarto la Crocifissione, di Domenico Passignano; opera di merito.
Al quinto la Risurrezione, del vivente nostro professore Michele Ridolfi.
[…]

 

(  Mazzarosa Antonio – brano tratto da “Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato” – 1843 )

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Lucca – S.Martino

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