Mazzarosa Antonio – Lucca: giro per la città – S.Martino -3


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Lucca – Sarcofago di Ilaria del Carreto in San Martino – Immagine tratta dal libro “The Story of Lucca” di Janet Ross and Nelly Erichsen – 1912

Entrando in sagrestia si guardi all’ altare la tavola col grado, di Domenico Ghirlandajo ; rammentata e lodata dal Vasari. Pregando il molto reverendo sagrestano che l’ha in custodia si vedrà La croce, detta dei Pisani, d’argento dorato in peso libbre trenta circa : lavoro pregiato d’oreficerìa del decimoquarto secolo, attribuito a un Bettuccio Baroni lucchese che viveva il 1350.

Si entri nella cappella per esaminare con attenzione i due angeletti di marmo genuflessi innanzi al tabernacolo, anche questi lavorati da Matteo Civitali ; ammirabili per la grazia loro schietta e pel devotissimo sentimento.

Usciti di qui volgendo a dritta si salgano quei pochi gradini per vedere più da vicino l’altare di marmo, dedicato a S. Regolo pastore dei Lucchesi, che sta nel mezzo, ed ha a sinistra S.Sebastiano, e a dritta S.Gio.Battista; opera grande di Matteo Civitali. Vi sono qui molte parti di gran pregio; come sarebbe, le teste delle tre statue e le loro estremità, i tre bassissimi rilievi nella fascia sotto, i quali esprimono il martirio dei santi soprapposti. Questi sono di un genere nuovo affatto e molto difficile.

Si salga la scaletta entrando per la porticella accanto all’ altare, e in fondo al corridojo pel quale il palazzo arcivescovale si congiugne con la chiesa si vedrà un sarcofago antico in marmo greco, bel lavoro in alto rilievo; ove sta espresso in maniera alquanto forte Bacco sur un carro tirato da centauri e guidato da Amore, con fauni e baccanti con ceste mistiche.

Tornati in chiesa si attraversi la gran navata, e vadasi all’altro altare di fianco al maggiore, detto l’altare della libertà, perchè qui ne fu eretto uno dai Lucchesi in rendimento di grazie a Cristo quando il 1369 per Carlo quarto scossero il giogo della servitù pisana. E’ tutto in marmo anch’esso, col Salvatore risorgente in mezzo, dal lato suo dritto S. Pietro e dal manco S. Paolino.  Gio. Bologna ne è 1’autore, che lo fece il 1579 seguendo lo stile del Buonarroti. Evvi gran maestria co’ difetti della scuola.

Si entri nella cappella attigua detta il santuario per ammirare la tavola di Fra Bartolommeo da S. Marco segnata con 1’anno 1509, la Vergine sedente sur uno scanno col divino pargoletto, due angeli in alto che la incoronano, i due santi Stefano e Giovanni che la pongono in mezzo, e un angeletto sul grado dello scanno con in mano il leuto che tocca.

Uscendo dalla cappella si veda presso alla porta esterna un sarcofago di marmo con putti e festoni, e con la figura di una femmina sul coperchio, gli uni e l’altra in alto rilievo, del famoso Iacopo dalla Quercia, o anche dalla Fonte. Quest’opera di un bello stile, tanto encomiata dal Vasari, fu commessa da Paolo Guinigi allora signor di Lucca per la sua moglie Ilaria del Carretto mortagli poco innanzi, cioè nel 1405. Era fatta per essere isolata e aveva nella parte che sta addossata al muro una tavola di marmo con gli stessi fregj di quella dinanzi ; ma pochi anni fa, non ostanti le premure di chi scrive, si vendè, e adesso sta nella galleria di Firenze.
[…]

 

 

(  Mazzarosa Antonio – brano tratto da “Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato” – 1843 )

Lucca - San Martino - La tomba di Ilaria del Carretto - 2013 06 25 - 1
Lucca – San Martino – La tomba di Ilaria del Carretto – 2013

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