Mazzarosa Antonio – Lucca: giro per la città – Acquedotto


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Lucca – Acquedotto – Immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di Eugenio Müntz, Fratelli Treves Editori, 1899

Resta a vedere fuori delle porte  l’ Acquidotto fuori la porta S.Pietro. Era stato decretato dai principi Baciocchi di condurre da questa parte un’acqua potabile a Lucca ; mancandone affatto per essere quella dei pozzi assai cattiva, e nociva per molta selenite. Fu comprato il terreno per la linea degli archi ; e si mise anche mano all’ opera sotto i Baciocchi, ma fortunatamente pochissimo avanzò, essendoché il concetto era meschino tanto per la scarsità dell’acqua quanto per la poca o niuna altezza sua dal livello più basso della città.

La duchessa Maria Luisa di sempre grata ricordanza, volendo da un lato far godere a Lucca di questo prezioso vantaggio in un modo più copioso e più comodo di quello stabilito per l’ innanzi, e dall’ altro desiderando abbellirla di fontane d’ ornamento sulle piazze più cospicue, ordinò al suo architetto cavalier Lorenzo Nottolini di maturare questi provvidi pensieri. Al che egli corrispose con quella valentia che tutti sanno.

L’opera ebbe incominciamento il 1823, e fu compiuta in soli anni dieci, di modo che il 1832 l’acqua desideratissima già consolava Lucca. Quest’acqua viene da sorgenti allacciate nel monte di Vorno al mezzodì della città ; ed è tanta che anche nei gran calori arriva in 24 ore a 20 mila barili ( ettolitri 8192, 8 ). Scorrendo sul monte in un doppio canale murato e coperto per lo spazio di un miglio, giugne cosi dove principia la pianura, ben purgata e sempre più perfezionata per via di spesse cisterne e frequenti cascatelle. Ivi si versa in un grande recettacolo rotondo, tutto in pietra e decorato con cupola, da cui passa sopra magnifiche arcate in linea retta : e ciò sino alla spianata intorno alla città. Gli archi sono 459 a pieno centro.

Compimento e fine delle arcate è un vago edifizio a guisa di tempio rotondo d’ ordine dorico, tutto in pietre, decorato da portico in giro, con dieci belle colonne senza base . Per tre importanti motivi si costruì tale edifizio, mentre serve alla decorazione: 1′ uno di contrastare alla spinta degli archi per un’opera che si direbbe ardita, non trovandosi esempj nell’antichità di tanta lunghezza rettilinea d’arcate; l’altro è quello di nascondere le scale per salire all’ acquidotto ; e il terzo per comunicare colla galleria sotterranea.

II forestiere visiterà con piacere un’ opera che onora il regnar tra noi dei Borboni, distingue vantaggiosamente la città a spese della quale si è fatta, e assicura un costante bel nome al suo autore Lorenzo Nottolini. Ma per averne piena contezza non si contenti di vedere ciò che accennammo; il lavoro forse che più merita di essere osservato è al monte. Ivi l’acqua raccolta da molte sorgenti passando per diversi strati di sassi e ghiaje, si depura prima, e poi limpida si versa per sedici bocche in una galleria sotto un torrente, che in tempo di pioggia dirotta ingrossa e infuria senza punto intorbidare l’acqua potabile, e molto meno portare nocumento al fabbricato.

 

(  Mazzarosa Antonio – brano tratto da “Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato” – 1843 )

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Lucca – Acquedotto – Immagine tratta dal libro “Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato” di A.Mazzarosa, 1843

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  1. cindy knoke scrive:

    We stayed in Lucca and I brought in my husband who adores these amazing Roman acuaducts to see your post. Wonderful. Thank you.

    Mi piace

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