Mazzarosa Antonio – Lucca: Gita delle Ville -3 – Reale Villa di Marlia


villa-reale-a-marlia
Villa Reale a Marlia – immagine tratta dal libro “Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato” di A.Mazzarosa, 1843

Si rifaccia la stessa strada fino passato il ponte, si prenda a sinistra la via sull’argine, che termina alla R. villa di Marlia. La costa tra la villa Bernardini e la Reale, detta di S.Pancrazio, è tra le più amene per placide colline, per un orizzonte esteso anche dai lati, e per una quantità di belle case. Quattro ne vogliono essere nominate, la Buonvisi che è la più grande accosto al monte, la Fatinelli sul dinanzi, poi la Orsetti più indietro nella migliore situazione d’ogni altra, e la Lucchesini prossima a Marlia.  Tutte hanno giardini e boschetti; ma per questa parte primeggia la villa Lucchesini diligentissimamente curata, ove i fiori si avvicendano in modo che sempre si vede quel luogo “Dipinto di mirabil primavera”.

La R. villa di Marlia era dei conti Orsetti, e fu acquistata dal Governo ad uso dei Sovrani il 1806. Ingrandita a poco a poco d’ordine dei Baciocchi per compre di altre ville attigue, fra le quali quella dell’arcivescovato che le stava sotto, è adesso di tre miglia di giro tutta chiusa da muri. Il parco fu disegnato e piantato sul bel principio da un inglese abilissimo giardiniere paesista. E’ un effetto in quelle piantagioni di avanti e indietro, magico veramente, e in particolare quando il sole è basso pel nascere o tramontare.  Benissimo disposto è il palazzo nell’ interno, cosi fatto ridurre dai principi Baciocchi, e merita essere visitato per la eleganza delle supellettili.  Vi ha soprattutto una galleria del miglior gusto al piano nobile per pranzi e balli. Non si può far meglio nel palazzo campestre di un principe.  Si deve lode al marchese Vincenzo Massoni, che per lungo tempo soprantendendo alla villa aveva posto ogni cura ad abbellirla con l’arte, sì all’intemo e si all’esterno. Facciasi una porzione del giro del parco prendendo a sinistra fino al vescovato cosi detto, e tornando a diritta. Si direbbe che messer Lodovico avesse veduto questo giardino quando cantò

Vagiti boschetti di soavi allori
Di palme e d’amenissime mortelle,
Cedri ed aranci che avean frutti e fiori
Contesti in varie forme e tutte belle,
Facean riparo ai fervidi calori
De’ giorni estivi con lor spesse ombrelle;
E tra quei rami con sicuri voli
Cantando se ne giano i rosignoli.

Prossima al vescovato si trova una graziosa cappellina, acconciata al rito greco perché uffiziata da sacerdoti di quella chiesa.  Sarebbe molto dilettevole tutto il giro del parco, e può farsi comodissimamente in carrozza. Si avrebbe cosi una giusta idea della splendida coltivazione sulle colline lucchesi, e della bellezza del paese : giacché il parco si estende per lo più su diverse collinette arricchite di piante fruttifere d’ogni specie e poste nei luoghi più ridenti. Per visitare il R. palazzo è necessario munirsi dell’ ordine di S. E. il maggiordomo maggiore.

[…]

(  Mazzarosa Antonio – brano tratto da “Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato” – 1843 )

One Comment Add yours

  1. lucia scrive:

    ….che ricordi…ho lavorato a Matraia per un periodo, in un piccolo laboratorio che confezionava abiti per religiosi…che esperienza!…Luoghi bellissimi!

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...