Tullio Dandolo – Lettere su Firenze – Piazza della Signoria -1


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Firenze – Ingresso di Palazzo Vecchio

Ammirerai nella piazza che sta dinanzi al Palazzo Vecchio alcuni de’ piu eleganti monumenti che attestino la grandezza e potenza del popolo fiorentino.

Due statue colossali fiancheggiano l’ingresso esteriormente. L’Ercole che uccide Caco è del Bandinelli : “Il più ardito – scrive Cicognara – nell’arte della scultura che osasse misurarsi e sfidare orgogliosamente tutti i suoi contemporanei; che trattasse con dispregio le opere stesse di Michelangelo, e che conducesse a fine il maggior numero di lavori in quell’ arte. Egli si mostrò in tutte le sue produzioni un po’ libero disegnatore, ma fiero inventore, sempre orgoglioso d’imprendere opere colossali, e di cogliere tutte le occasioni per le quali ecclissare, come sperava, il merito di tutti i suoi antagonisti.”

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Firenze – Ercole

Il Davide di Michelangelo sta dall’altra parte dell’ingresso. Egli abbandonò per iscolpirlo, i lavori del Vaticano, che a lui infinito onore e grandi ricompense procacciavano, preferendo, quel sommo, di servire la patria, benché tenue guadagno fosse per derivargliene.  Erano allora i Medici  in bando, e reggeva la Repubblica Pier Soderini gonfaloniere perpetuo.  L’enorme sasso destinato pel Davide voleasi da lui togliere a Buonarroti per assegnarlo a Leonardo da Vinci ; ma dovette cedere al clamore universale che contro quell’ingiusta sua preferenza s’alzò. Quando il colosso fu terminato, grande pensiero recò il trasporto di quello nel sito in cui dovea collocarsi, e vi si riuscì a grandi stenti.

Firenze - Copia del David attualmente in Piazza della Signoria - L'originale è conservato nella Galleria dell'Accademia a Firenze
Firenze – La copia del David attualmente in Piazza della Signoria – L’originale è conservato nella Galleria dell’Accademia a Firenze

Raccontasi che Soderini si permettesse criticarne qualche tratto del volto. È noto come Michelangelo soffrisse di mal animo gl’importuni : riempitosi pertanto il pugno di polvere di marmo, e preso lo scalpello, fece atto di ritoccare qua e la le parti censurate, e fe’ piovere sugli occhi del Gonfaloniere rivolti in alto tal nembo, da quasi accecarlo ; il quale credendosi che pel dispetto lo scultore facesse onta al proprio lavoro, lo pregava a sostare, assicurandolo aver egli già ridotto l’opera sua a perfezione.

Pochi anni dopo nell’assedio del Palazzo un sasso piombò dall’alto sul braccio del Davide, e lo ruppe in tre pezzi : Vasari e Salviati, testimoni oculari del fatto, salvarono, precipitandosi fra i combattenti, i frammenti preziosi.
[…]

( Dandolo Tullio, brano tratto da “Lettere su Firenze” – 1827 )

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  1. fulvialuna1 scrive:

    Stupende…l’Ercole è meraviglioso.
    La curiosità legata al Davide non la sapevo. Grazie per questo tuffo nella cultura.

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