Tullio Dandolo – Lettere su Firenze – Loggia de’ Lanzi -1


firenze-la-loggia-de-lanzi-vista-dalla-fontana-del-nettuno-2015-07-09-dscf0095
Firenze – Loggia de’ Lanzi vista dalla Fontana del Nettuno

La Loggia de’ Signori, detta volgarmente de’ Lanzi, è il più nobile ornamento della piazza. Nelle libere città v’ha bisogno d’un luogo prossimo alla residenza  del supremo magistrato che le governa, dove convocare il popolo, istruirlo di ciò che può interessare la pubblica salvezza, il ben de’ privati, e colle aringhe degli oratori muoverlo alle guerre, consigliarlo alle paci. Atene presso l’Areopago ebbe i Portici, Roma ebbe i Rostri; in Firenze davanti il Palazzo in cui risiedevano i rappresentanti della Repubblica, fu innalzata da Arnolfo la ringhiera su cui davasi il possesso del Governo al Gonfaloniere e a’  Priori, si promulgavano i decreti, si dava a’ Generali il bastone del comando, s’insignivano d’onorate divise i cittadini più benemeriti, e si aringava il popolo, o fosse che spontaneo vi si adunasse, o vi accorresse chiamato dal suono della campana. Quella ringhiera però era scoperta ed esposta ad ogni variazione di tempo e di stagione , cosicché facea d’uopo talora differire certi pubblici atti, o togliere alla moltitudine d’assistervi ; per la qual cosa intorno al 1355 pensò il Comune d’estendere alquanto più la piazza dalla parte ch’è in faccia alla tramontana, ed ivi edificare un’ampia loggia affinchè senza ritardo potessero aver sempre luogo le funzioni dei pubblici Magistrati e della Signoria.

In fra i molti disegni adunque che a tale oggetto vennero presentati, come maggiore, più bello e più magnifico di tutti gli altri fu prescelto quello d’Andrea Orgagna, uomo nato per l’esercizio e ristoramento di tutte tre l’arti sorelle. Incominciò egli la fabbrica, e, al riferir del Vasari, quello che riuscì cosa nuova in allora, furono gli archi delle vòlte fatti non più in quarto acuto come si era sempre costumato, ma con nuovo e lodato modo girati in mezzi tondi con molta grazia e bellezza di tanto fedifizio, che fu in poco tempo condotto al suo fine.

Bella infatti e magnifica sovra ogni credere è questa loggia risultante nel suo prospetto da tre spaziosi archi, i quali posano sopra quattro bene intesi ed ornati pilastri, ed al piano di essa, elevata alquanto dalla piazza, si sale mercè d’una comoda gradinata.
[…]

 

( Dandolo Tullio, brano tratto da “Lettere su Firenze” – 1827 )

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...