Tullio Dandolo – Lettere su Firenze – Loggia de’ Lanzi -3 – Le statue


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Firenze – Loggia dei Lanzi

Alcune statue, capi d’opera della scultura fiorentina, decorano oggi la Loggia dei Lanzi. […]

Il Perseo di Benvenuto Cellini è la statua che richiama sopra di sè piu particolarmente nella Loggia de’ Lanzi  l’attenzone,  per essere l’unico lavoro in quel genere condotto a termine, ed esistente del famoso orefice che lo gittò.  Le opere di lui, cosi decantate al suo tempo, e di cui egli compiacquesi lasciarci nelle sue  “Opere”  la minuta descrizione,  andarono pressoché tutte perdute nelle guerre e nei rivolgimenti d’Italia, per essere diventate per la preziosa materia di che si componeano , oggetto di avidità ai rozzi soldati che se ne impadronirono, sia nel famoso sacco di Roma del 1527, sia nella presa di Firenze nel 1530.

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Firenze – Loggia dei Lanzi – Il Perseo

Questa perdita irreparabile accresce non poco il pregio ai pochissimi lavori del Cellini che rimangonci, ed anche senza codesta particolare circostanza il suo Perseo meriterebbe di venire annoverato fra i più bei bronzi esistenti.  È nudo, e calpesta il cadavere dell’ estinta Medusa : colla destra impugna la spada, e colla sinistra alzata in alto pare che mostri altrui l’orribile trofeo della testa anguicrinita. Gli occhi volgonsi al basso ; i calzari alati di Mercurio stannogli a’ piedi, e la parte posteriore del capo gli è leggiadramente coperta da un elmetto. […]

Il gruppo di cui ti parlerò , è quello di Giovanni Bologna, ch’esprime il ratto d’una Sabina. Un guerriero s’ha alzata tra le braccia e posta violentemente sulle spalle una giovane di leggiadre forme ; ed a’ suoi piedi è abbattuto e giacente un vecchio che pur vorrebbe tentare, ma inutilmente, d’opporglisi.  Fu grande l’ardimento dello scultore in questo suo lavoro ; tanto più che non ebbe nell’antichità un esempio di statue di tutto tondo cosi raggruppale , e riuscì a fare in modo, che potessero venir guardate da ogni banda, presentandosi dappertutto con vantaggio.  L’imprendere a trattare sì fatto argomento in tal guisa era cosa da spaventare l’immaginazione di qualunque artista ; ma Giovanni era sovra ogn’altro ardito, e i suoi sperimenti furono spesso coronati di felice successo. Egli era fiammingo , e venne giovane in Italia trattovi dall’amore delle arti, nelle quali alzò poi di sè tanto grido.  Fortunata in vero Firenze , che , quasi non bastassero i suoi proprii figli a farla famosa, a lei accorrevano adottandola per madre anche gli stranieri , che dal loro genio sentivansi recati a tentar grandi cose !

 

( Dandolo Tullio, brano tratto da “Lettere su Firenze” – 1827 )

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Firenze – Loggia dei Lanzi – Il ratte delle Sabine

2 Comments Add yours

  1. tatianakepos scrive:

    Meraviglioso articolo!
    Un saluto, Tatoana

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    1. Carlo Rossi scrive:

      Ti ringrazio

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