Carlo Lorenzini (Collodi) – I misteri di Firenze – 1 – Una cena al veglione -4


Firenze - Panorama - Foto tratta da Firenze di Tarchiali N. - Ist.Italiano Arti Grafiche, 1878
Firenze – Panorama – Foto tratta da “Firenze” di Tarchiali N. – Ist.Italiano Arti Grafiche, 1878

[…]

In grazia appunto di questa beata ignoranza e della nobile disinvoltura con cui sapeva affrontare i cicaleggi degli oziosi e tollerare l’incomodo delle apparenze, il nostro amico s’era guadagnato il vezzeggiativo di Cornelio Tacito !
— Uhm! non capisco (diceva Gastone, il quale aveva l’abitudine di capir tutto) quale analogia abbiano potuto riscontrato fra me e questo storico latino — E si stringeva nelle spalle !

In fatto poi di istruzione, Gastone non si piccava d’essere nè un Magliabechi, nè un Pico della Mirandola : sapeva leggere e scrivere quasi correntemente, e, capitando il bisogno, s’intendeva anche un po’ d’aritmetica !
Eppure, bisogna dirlo ; in mezzo a tanto corredo di ottime qualità, aveva esso pure la sua debolezza : la debolezza, cioè, di credersi fornito di un tatto finissimo, d’un colpo d’occhio squisito; d’una penetrazione meravigliosa.
Non accadeva fatto che Gastone, a lasciarlo dire, non avesse previsto o profetizzato da lungo tempo : non v’era motto, sciarada, rebus, logogrifo che egli non si piccasse d’indovinare alla prima : non si presentava avvenimento dubbio o inesplicabile che egli non sostenesse d’averlo spiegato e d’aver colto nel segno.

E invece, a farlo apposta, l’infelice Segretario del Dicastero degli Affari inutili non ne azzeccava mai una.

Finalmente la sorte gli offriva il destro di rifarsi un po’ di buon nome. Il dominò turchino, dall’ancóra bianca, aveva eccitato la curiosità di tutta la brigata.  Fortunato colui che fosse riuscito a indovinare il proprietario, o la proprietaria di quegli occhi, di quelle mani, di quei guanti e di quei piedi descritti dal Cavaliere di Santa-Fiora.  I commensali, ostinati a venirne a capo, si perdevano in ipotesi e in giudizi temerari ; ma inutilmente.  Assediato dall’ insistenze reiterate e provocanti degli amici, Gastone cominciò a vacillare. È vero che egli aveva fuori la sua parola d’onore per custodire gelosamente il segreto; ma la velleità di dare un saggio sicuro del suo colpo d’occhio e della sua perspicacia, lo pungeva nel vivo.
Esitò ancora per qualche momento: poi borbottò fra i denti : — Non l’avrei fatto per tutto l’oro del mondo ma oramai sono costretto a cedere per forza maggiore.
Gastone era del numero di coloro che non sanno o non vogliono sapere, che in questioni d’onore e di delicatezza, non si ammette la formula della forza maggiore !  Che Iddio li conservi sempre in sì comoda ignoranza ! …

— Ebbene… se volete che parli, parlerò: — disse finalmente; e circondandosi di una cert’aria misteriosa, come se avesse dovuto rivelare la parola d’ordine d’una congiura, sillabò sotto voce:
— Quel dominò turchino è nientemeno che lady Meeting.
— Chi ?… la bella Americana ?… — domandarono alcuni.

Il segretario fece colla testa un gran segno affermativo, come se volesse dire: — vado sul sicuro!
I commensali si guardarono in faccia, dubbiosi se dovessero credere o no.
II promotore del brindisi, a questa rivelazione, dette in una risata così omerica, cosi impertinente, così laceratrice di ben costrutti orecchi, che parve una di quelle saette, che si sentono nell’opere in musica, allo scoppio di qualche grosso temporale.
Tutti chiesero il motivo di questa intemperante ilarità ; ma il promotore del brindisi, invece di rispondere ai commensali, si rivolse a Gastone e guardandolo in faccia, tra il serio e il grottesco, gli domandò:
— Dimmi, Della Bruna : se’ tu ben sicuro che sotto quel dominò si nasconda la bella lady Clara ?…
— Sicurissimo ! — ripetè Gastone, battendo il pugno sulla tavola.
— Potresti giurarlo ?…
— Lo giuro sul capo …
— Lascia stare il capo — gli disse sorridendo sua moglie — Piuttosto vogliamo conoscere i dati, sui quali hai fondato la tua imprudente asserzione.
[…]

( Carlo Lorenzini (Collodi) – Brano tratto dal libro “I misteri di Firenze – Scene sociali” – 1857 )

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  1. fulvialuna1 scrive:

    Stupenda questa foto di Firenze.

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