Carlo Lorenzini (Collodi) – I misteri di Firenze – 10 – I due popolani -3


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Firenze – Ponte Vecchio

[…]

— Piuttosto che venir fuori con te, voglio stare un anno in casa — concluse la Giulia: e indispettita gettò il cappello e lo scialle sopra una seggiola.

Quindi dette in un pianto dirotto. Braccio-di-Ferro che l’amava più de’ suoi occhi, si intenerì a quelle lacrime: e voltosi a Maestro Andrea, gli disse:
— Via non la fate piangere, la mi’ Giulia; se vuole andar sola, lasciatela andar sola. Oramai ha giudizio abbastanza per sapersi condurre — come si conducono le ragazze perbene !

Maestro Andrea acconsentì.

Cecco, liberato dalla noja di accompagnare la sorella, fece un salto per la gran contentezza.

La Giulia si asciugò il viso e tornò a mettersi il cappello e lo scialle. Poi, data la mano a Braccio-di-Ferro e guardatolo in viso con un’occhiata espressìva, gli disse:
— Addio, a stasera — e uscì.

Maestro Andrea rimase qualche minuto soprappensiero: quindi borbottò sottovoce.
— Benedetto le donne e chi le desidera !
— Cos’avete, Maestro Andrea ? — domandò il giovinotto.
— Io dico che con queste ragazze bisogna avere un gran giudizio.
— Vi compatisco : ci vuole ancora un po’ di pazienza, e alla fin di Quaresima avrete un pensiero di meno !
— A proposito disse il vecchio — bisogna che pensi a ritirare i cento scudi che ho destinati per la dote.
— Dove li avete ?
— L’ho in buone mani — replicò il vecchio — Mi capitò il destro di rendere un servizio… di fare una buona azione, e non me ne pento. Ci fu di mezzo anche l’Avvocato !

Braccio-di-Ferro non insistè di più. Accese un mozzicone di sigaro che aveva in bocca, e si dispose a partire.
— Mi dimenticavo del meglio ! — disse Maestro Andrea, alzandosi dal lavoro.
— Cos’è stato ? — chiese Braccio-di-Ferro.
— C’è una lettera.
— Per me ?
— Non per te, ma perchè tu la porti al suo indirizzo — così dicendo, il vecchio cavò dalla cassetta del tavolino una lettera e la consegnò in mano del giovanotto.

Braccio-di-Ferro lesse :

Al Cavaliere di Santa-Fiora
Città

— Come mai l’amico conosce il Cavaliere di Santa-Fiora ?
— Uhm !… — fece il vecchio, rimettendosi i suoi occhiali legati in ottone.
— Quando l’ha scritta ?
— Stanotte, appena che te ne sei andato.
— E questo sigillo ? cosa significa ?  Ora e sempre !
— Sarà il motto della sua famiglia.
— Sarà !… ma c’ è del buio !
— Un’altra cosa : mi si è raccomandato che tu gliela porti in mattinata.
— Poi, alle undici, quando esco a mangiare un boccone.

Braccio-di-Ferro si pose in tasca la lettera: e dopo poco se ne andò, borbottando.
Ora e sempre ! cosa mai voglia dire ?…

( Carlo Lorenzini (Collodi) – Brano tratto dal libro “I misteri di Firenze – Scene sociali” – 1857)

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2 Comments Add yours

  1. 65luna ha detto:

    Affascinante leggere questa serie di articoli. Buona giornata,65Luna

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    1. Carlo Rossi ha detto:

      Ti ringrazio. Buon fine settimana.
      Carlo

      Liked by 1 persona

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