Carlo Lorenzini (Collodi) – I misteri di Firenze – 11 – La casa della Sandrina -1


Firenze - Mercato Vecchio prima della sua demolizione - immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di Eugenio Müntz, Fratelli Treves Editori, 1899
Firenze – Mercato Vecchio prima della sua demolizione – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di Eugenio Müntz, Fratelli Treves Editori, 1899

Siamo in una casa di via Nuova. Salite due branche di scale, si trova un pianerottolo, con tre porte. Queste tre porte mettono tutte al medesimo quartiere — al quartiere della Sandrina. Sull’uscio di strada vedesi, da un anno all’altro, un piccolo cartello, dove sta scritto a lettere majuscole:

CAMERE MOBILIATE
P° P°

L’aspetto della casa, al di fuori, è decentissimo e rimodernato di fresco. Le finestre del primo piano si aprono raramente.

Quando, la mattina, la fantesca è costretta a spalancare le persiane, per ripulire e per dare aria alle stanze, le tende calate d’ypercal impediscono ai curiosi che abitano la case di faccia di vedere ì fatti degli altri e di sindacare il movimento interno della famiglia della Sandrina.

Oltre le tende e le persiane, anche i cristalli delle finestre sono guerniti di piccole tendine di cambrick.  Subito che le faccende mattutine restano finite, la fantesca, prima di richiudere i vetri, è solita attaccare alla finestra di mezzo una piccola gabbia verde abitata da un importunissimo merlo, disperazione del vicinato, per la mala abitudine che ha di cantare tutte le ore del giorno:

Ernani, Ernani involami… 

Gli abitanti delle case contigue, quando vogliono dare a qualcuno del seccante e del rompi-stivali, sogliono dire: è come il merlo della Sandrina.
Salite le due branche di scale, alla porta giallognola che si trova alla sinistra, sul pianerottolo, c’è inchiodato un piccolo cartellino dove leggesi — RICAMATRICE.
Sul cartellino viene a cadere perpendicolarmente una corda di seta verdona, terminata da una grossa nappa dello stesso colore.

E’ il campanello della ricamatrice.

La Sandrina , nell’opinione del vicinato, gode la reputazione d’una ricamatrice di prima forza. Non passa giorno che quattro o cinque legni di vettura non vengano a fermarsi alla sua porta.

Sono i suoi avventori !

Vanno regolarmente dalla Sandrina, tutte le mattine, due o tre fanciulle vestite con più o meno eleganza.

Sono le sue scolare !

Dopo qualche mese di scuola, alcune si licenziano maestre; e vi subentrano altre, di nuovo. Oggi non si vede più quella biondina, dai capelli cresputi, dalla fisonomia pallida e piena di sentimento, e che per la strada camminava sempre cogli occhi rivolti a terra, come una vestale di 15 anni. Alla biondina è succeduta una nuova scolara, bruna, dai colori sani e robusti, come la Fornarina del Sanzio, e dal portamento fiero e maschile, come quello d’una saltatrice di cavalli.

Il fatto sta, che tutto il vicinato è concorde nel dire che la Sandrina ha un ottimo gusto nella scelta delle alunne, e che la sua casa è stata sempre una collezione di belle ragazze, a similitudine dell’Harem del Sultano.

La Sandrina lavora molto bene le camice da uomo. I davanti ricamati sotto la sua direzione, si dice, che sono un vero capo-lavoro d’arte e di gusto — si dice !

All’ un’ora di notte, tanto d’estate che d’inverno, la porta di strada della Ricamatrice è chiusa.

Le scolare se ne vanno: e la Sandrina non riceve più nè visite, nè ordinazioni.

A dispetto però di questa buona misura, non passa sera che dalle otto alla mezzanotte, il campanello non suoni diverse volte. Ora è il fratello della Sandrina; più tardi è il cugino. — Se poi il campanello suona dalle 11 alla mezzanotte, allora senza dubbio è il marito della ricamatrice che, senza avvedersene, ha fatto tardi al caffè.

Così tutta la strada sa o deve sapere che la Sandrina ha un fratello, un cugino e un marito: nessuno li conosce, è vero: nessuno può dire d’averli mai veduti : ma questo fratello, questo marito, questo cugino esistono pur troppo di fatto, perchè la Sandrina lo dice a tutti, e specialmente a tutti quelli del casamento e del vicinato — e perchè quelli del casamento e del vicinato sentono tutte le sere, a notte avanzata, suonare il campanello della Sandrina — e perchè infine coloro che suonano il campanello di una donna che passa per onesta, s’intende bene che non possono esser’altro che cugini, fratelli o… mariti.

[…]

( Carlo Lorenzini (Collodi) – Brano tratto dal libro “I misteri di Firenze – Scene sociali” – 1857)

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2 Comments Add yours

  1. Trovò questo mondo di prima misterioso sospeso un nevischio d’infanzia prima di un nascere

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  2. fulvialuna1 scrive:

    Bellissimo! 🙂
    Un’ironia raffinata!

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